Brutte notizie per la riforma europea del Copyright

Le commissioni CULT e ITRE hanno votato, e non ci sono buone notizie.

Vincenzo Tiani
Jul 28, 2017 · 4 min read

La prima settimana di luglio è stata anche l’ultima del Parlamento Europeo prima delle vacanze estive. Tanti i file sul tavolo, in primis la tormentata riforma del copyright, che ha visto il dibattito in Commissione JURI e il voto in Commissione ITRE e CULT, con risultati poco incoraggianti, anche per le startup del settore.

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Questa riforma sta assumendo la veste di una telenovela, con sparizioni, litigi, divisioni. Nelle ultime settimane infatti, sono successe diverse cose. In primo luogo, Therese Comodini Cachia (PPE), l’europarlamentare che era titolare del fascicolo per il Parlamento, ha lasciato il seggio di Bruxelles perché eletta al parlamento maltese. Questo ha scompigliato le carte perché il suo ruolo, quello di Rapporteur, era di trovare una posizione comune tra i vari gruppi parlamentari, da presentare al momento finale dell’iter legislativo, quando Parlamento, Commissione Europea e Consiglio dell’Unione Europea (formato dai capi di Stato e di Governo dei 28 PAesei Membri) si riuniscono per deliberare e dare il via libero alla legge. Il suo successore è il collega Alex Voss (PPE), che pare molto più vicino alla posizione della Commissione Europea che a quella della Comodini. Durante l’audizione presso la Commissione JURI (Affari legali), Voss ha espresso il suo appoggio verso la proposta della Commissione Europea di riconoscere un nuovo diritto agli editori di notizie (art. 11), di non voler estendere l’eccezione per l’estrazione di testo e dati prevista al momento solo per gli istituti di ricerca (art. 3), e di obbligare le piattaforme come i social network a filtrare i contenuti caricati per verificare che non violino il copyright (art. 13). In pochi minuti, gli sforzi degli ultimi mesi della sua collega maltese di trovare una posizione di compromesso, sono svaniti come neve al sole.

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Niente più musica e film sul cloud

La Commissione CULT, votando per avere un controllo dei contenuti, andrà a minare startup come Soundcloud, che già sta navigando in cattive acque, la cui senior policy manager ha detto che Soundcloud non sarebbe mai esistita se questa legge fosse stata vigente quando hanno cominciato. La commissione ITRE dal canto suo ha votato per l’applicazione della link tax anche alle pubblicazioni accademiche, con buona pace della disseminaizone della ricerca e della circolazione del sapere.

Prossime tappe

@VincenzoTiani

Per approfondimenti:
Julia Reda, EU Copyright Reform, European Digital Rights, Emendamenti CULT


Originally published at startupitalia.eu on July 28, 2017.

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Contributor @startup_italia @Wireditalia @Motherboard_IT @Agenzia_Italia / LL.M. #privacy #media #copyright

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