gruppo misto di panzerotti in attesa di essere mangiati

Chiamale se vuoi: emozioni”

Quando un alimento non è solo cibo ma vera e propria essenza di vita: un panzerotto è per sempre

È un’esperienza unica, chiunque ti incontri per strada sa che è stato tuo, respira quell’odore insieme a te, forte e deciso, condividendo quel sapore unico che ha donato piacere per minuti terreni ma infiniti nella mente. Tutti comprendono solo una cosa: hai appena mangiato un panzerotto.

Per noi pugliesi è sempre stato un sinonimo di cibo da strada, rapido, economico, gustoso e da poter mangiare in piedi. A Bari, tutti lo chiamano panzerotto. In Salento diventa calzone e in Campania pizza fritta. La sostanza però è la stessa, nonostante tantissime varianti, condivide con la pizza gran parte della sua storia. Il vero panzerotto alla barese, infatti, è preparato con pasta da pizza farcita con mozzarella e pomodoro, chiusa a mezzaluna e poi fritta. Al forno, il panzerotto è ottimo allo stesso modo, ma l’olio d’oliva in zone come la campagna barese non manca mai con il suo gusto corposo ma morbido al palato. Rinunciare alla frittura, insomma, sarebbe un abominio per i cultori del panzerotto originale.

Giappone, Belgio, Olanda, Germania sognando l’America e tanti altri, questa pietanza sta conquistando ogni parte del mondo, adattando i suoi gusti in base alle terre che lo ospitano pur mantenendo la sua caratteristica e preparazione secondo la tradizione.

In Italia?

Qualsiasi persona a sentir solo il nome, non è detto che piaccia a tutti, sa di cosa si sta parlando. Il panzerotto ha conquistato tutto lo stivale ed è approdato anche a Torino! Gli artefici di questo miracolo sono due ragazzi sulla trentina provenienti appunto da Bari: Alessandro e Paolo, persone amichevoli e disponibili con quel tradizionale modo di renderti ospite anche nel loro locale, quell’ospitalità che al sud aumenta spaventosamente. Ci sono riusciti a settembre inaugurando la “Panzerotteria Apulian Street Food”, situata in Corso San Maurizio 51 alle spalle dell’Università Palazzo Nuovo.

Ma perché aprire a Torino? Perché puntare sul panzerotto?

A queste domande ci rispondono i due proprietari:

“Ci siamo riusciti quasi per caso, dal pensiero della realizzazione ad essa stessa sono passati almeno tre anni. Abbiamo avuto entrambi un periodo in cui la crisi l’abbiamo sentita, si lavoricchiava ma lo si faceva solo per tirare avanti, nulla che ci appassionasse realmente. Abbiamo provato con la musica, ma sai, oggi non è così facile poterci guadagnare sopra o almeno, non così proficuo da potersi permettere di fare solo quello. Quindi che fare? Tutto è nato grazie ai classici discorsi che facevamo fra amici di fronte ad una birra: << Mò frà! Se ci aprissimo un locale che fa panzerotti in Germania o altrove lo sai quanti soldi ci facciamo? Per il personale me la vedo io… Metto mia nonna a sfornare all’impazzata e vedi che si mangiano!>>. Discorsi del genere giuro ne abbiamo sentiti a migliaia, certo che tra il dire e il fare tutto si perde nel sogno. Noi abbiamo deciso di scommette proprio su questi sogni, puntando sulla massima qualità del prodotto acquistando tutti gli ingredienti da posti ben selezionati tra Puglia, Campania e Calabria; quello che non è possibile acquistare a causa della trasferta viene preso nelle zone tra Piemonte e Valle d’Aosta, puntando sempre a prodotti ben selezionati. Noi ci crediamo davvero, vedremo solo col tempo se abbiamo fatto bene, solo una cosa è certa: i panzerotti so troppo buoni!”

Con grande piacevolezza questo posto sta diventando pian piano un luogo di incontro per tutti i pugliesi, chi si affaccia con scetticismo, chi va per nostalgia, chi per incontrare i propri conterranei, chi non ne può più del grissino e pretende una focaccia e così via.

Lo so, le nostre nonne saranno sempre le più brave ma questi ragazzi potranno dare del filo da torcere, buona fortuna a loro e buon appetito a noi!

Come mangiare un panzerotto

Tecniche e consigli salva vestiti e alcune volte anche la dignità

1. Il panzerotto per tradizione e spirito d’avventura deve essere mangiato in piedi;

2. Il panzerotto deve essere mangiato bollente;

3. Se per te è la prima volta l’ustione sarà come un battesimo;

4. Una volta dato il primo morso, iniziare ad assumere una postura a 45°, il panzerotto da sotto cola!

5. Potrai avere tutti i tovaglioli che vuoi, quando mangi un panzerotto devi sporcarti;

6. Respira! Non essere ingordo!

7. Centro del panzerotto: di fronte a voi vedrete solo una strabordante mistura lavica di sugo di pomodoro e mozzarella, non abbiate paura;

8. Applicare morsi tenui alternandosi da un lato all’altro;

9. Non esercitare troppa pressione, tutto potrebbe esplodere al minimo errore;

10. Sprint finale, ormai le tue papille gustative sono in festa (qualcuna forse ammaccata), tutto il resto è in discesa;

11. Uno non basta mai, fattene una ragione

12. Accompagnare il panzerotto con una birra “sudata*”;

*La birra sudata è una birra talmente ghiacciata da far creare la brina all’esterno che al contatto col calore inizia a sudare.