Google: la svolta dei computer quantici entro la fine del 2017

Tra traguardo scientifico e innovazione tecnologica, a breve il primo processore con 49 qubits

Il nome di Google è sulla bocca di chiunque parli di computer quantici. L’azienda infatti, sta testando un processore da 20 qubit — il processore quantico più potente finora — e pensa di testarne uno da 49 qubit entro la fine dell’anno.

Qubits, o bit quantici, possono essere o 0 o 1 allo stesso tempo, perciò sono potenzialmente più potenti dei bit classici.

E se tutto procede secondo i piani, il chip da 49 qubit permetterà a Google di costruire il primo computer quantico capace di risolvere problemi inimmaginabili per i computer attuali. Google aveva già dichiarato questa intenzione, chiamata “supremazia quantica”, in un documento pubblicato a Luglio del 2016.

Alan Ho, un ingegnere presso l’AI Lab di Google, ha rivelato gli ultimi sviluppi dell’azienda ad una conferenza sui computer quantici a Monaco di Baviera. Il suo team sta al momento lavorando ad un sistema da 20 qubit che ha una “fedeltà su due qubit” del 99,5% — una misura che indica quanto il computer è lontano da eventuali errori: più alto il rating, meno errori potrà fare il computer.

Per ottenere la supremazia quantica, Google dovrà costruire un chip da 49 qubit con una fedeltà su due qubit del 99,7% almeno. Ho confida che il suo team raggiungerà l’obiettivo entro la fine dell’anno. Per il momento, il miglior successo riconosciuto pubblicamente ottenuto da Google è un processore a 9 qubit costruito nel 2015.

Sempre più velocemente

“Le cose stanno andando avanti più velocemente di quanto mi aspettassi”, dice Simon Devitt dell’Università Macquaire a Sydney, Australia. Ora che Google e altre aziende sono diventate esperte della parte scientifica riguardante i computer quantici, la sfida si è trasformata in una riduzione degli errori: cosa, che permetterà di scalare brevemente il modello.

Michelle Reilly, CEO di Turing Inc, startup nel campo dei computer quantici, afferma che è importante non lasciarsi trascinare dal numero di qubits. È impossibile liberare la potenza di queste macchine per qualcosa di utile, senza correggere gli errori — è necessaria una tecnica che domi la natura volubile della meccanica quantistica.

Alan Ho dice che sarà solo entro il 2027 che disporremo della tecnologia necessaria per ridurre del tutto la probabilità di errore. Per il momento però, se Google fosse la prima a dimostrare la supremazia quantica provando che i qubit possono battere davvero i normali computer, si raggiungerebbe un importante traguardo scientifico.


Tradotto in Italiano. Articolo originale: New Scientist


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