Ora i soft robot guariscono come Wolverine
La nuova concezione di robot, che sta ormai conquistando l’attenzione della ricerca di scienziati e inventori, è stata dotata di un modo di rigenerarsi autonomamente in poco più di un’ora grazie ad un polimero elastico

I robot progettati in metallo sono particolarmente indicati per costruire automobili ed esplorare Marte, ma, quando si tratta di aggrapparsi a oggetti fragili o di imitare arti umani, i robot realizzati con materiali morbidi sono i migliori.
Tuttavia i cosiddetti “soft robot” di oggi sono molto delicati e anche piccoli strappi o forature potrebbero distruggerli. Per arginare il problema, i ricercatori hanno costruito robot con un materiale che, dopo essere stato danneggiato, si può “riassemblare” da solo se riscaldato leggermente.
Questi robot ottengono questa capacità rigenerativa grazie al materiale sintetico con cui sono stati realizzati interamente e che prende il nome di elastomero, termine utilizzato per rappresentare un “polimero elastico”. Nel momento in cui il polimero viene riscaldato, i legami molecolari che mantengono l’elastomero si allentano e cominciano a riportarsi da soli alla loro forma cubica iniziale. Rimuovendo poi la fonte di calore, i legami si consolidano nuovamente. Poco più di un’ora dopo esser stato danneggiato, il materiale è quasi completamente guarito e 24 ore dopo essersi raffreddato si intravede solo una piccola cicatrice come conseguenza del danno occorso. Il team di lavoro ha spiegato a Science Robotics che questi robot potrebbero resistere a tagli e perforazioni, e che oramai hanno raggiunto prestazioni rigenerative ottimali. Anche dopo due cicli di “guarigione”, il robot sarebbero ancora in grado afferrare oggetti ed i loro muscoli flettersi.
Ecco il video che mostra l’elastomero in funzione:
Tradotto in Italiano. Articolo originale: Science
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