Pouncer: il drone commestibile che può salvare fino a 50 vite

L’inventore di Aquila, Nigel Gifford, ha creato un drone per rivoluzionare gli aiuti umanitari.

Nigel Gifford non crea i soliti droni. Il suo velivolo per scopi umanitari, il Pouncer, è pensato per fornire cibo nelle zone di crisi — essendo esso stesso commestibile. Può sembrare un po’ strano, ma Gifford, 70 anni, ha collezionato successi con progetti non convenzionali. Lui è l’ingegnere del Somerset che ha dato alla luce Aquila: Il drone che emette segnale Wi-Fi, comprato da Facebook nel 2014, per portare l’internet ad 1,6 miliardi di persone.

Nel 2010, Gifford si immaginava Aquila (originariamente chiamato Ascenta) come un drone che, volando ad altissima quota, avrebbe letteralmente sparato connessioni internet ai cittadini sotto di lui.

“Ho sempre creduto in quello che facciamo; riuscivo a vedere il grosso beneficio che avremmo ricavato per la comunicazione”, ci racconta. Il drone era stato concepito con dei pannelli solari, che avrebbero permesso una volo ininterrotto di 90 giorni, e una parte centrale flessibile che si sarebbe adattata per poter trasportare qualsiasi tipo di carico.

La chiamata da Facebook ha cambiato drammaticamente il destino di Ascenta. Il drone fu comprato per 20 milioni di Dollari. Con un’apertura alare di un velivolo commerciale, Aquila fece il suo primo volo, durato 96 minuti, sopra Yucca in Arizona, il 28 Giugno 2016, trasformando le aspettative in un successo. Gifford è orgoglioso: “Se penso da dove siamo partiti, e a dove siamo arrivati.. Bè, è fantastico!”

Dopo la vendita, la nuova azienda di Gifford, Windhorse Aerospace, ha concentrato le proprie energie sul Pouncer: un velivolo senza pilota, la cui struttura lunga 3 metri include cibo sottovuoto. Il suo corpo è interamente formato da componenti precotti non meglio specificati che possono essere subito consumati. “Può trasportare circa 50 Kg di cibo, abbastanza per dare da mangiare a 100 persone in un giorno”, conferma Gifford. Il GPS guiderà il Pouncer a circa 8 metri dall’obiettivo. Windhorse Aerospace condurrà qualche test nella primavera del 2017 e sarà pronta per la produzione a fine dello stesso anno.

Verrà venduto anche questo drone ad una grossa azienda? “Noi abbiamo la visione. Vogliamo portarla fino allo sviluppo.” Qualsiasi partnership, che possa accelerare il processo è comunque benvenuta. “il progetto nasce come aiuto umanitario”, conclude Gifford. “Se fosse in uso adesso, salverebbe vite in Siria.”


Trad. in italiano. Articolo originale: Wired


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