Un nuovo guanto tecnologico converte la lingua dei segni in testo in tempo reale
Ricercatori hanno sviluppato in California un prototipo di un guanto tecnologico che faciliterà molto presto le vite di persone affette da sordità e che si servono della lingua dei segni per comunicare.

La scrittura a mano non sarà mai più la stessa. Un nuovo guanto super tecnologico sviluppato a San Diego dall’Università della California, può convertire le 26 lettere della Lingua dei segni dell’inglese americano in testo visibile sugli smartphone o sugli schermi dei computer. Rispetto ad altri traduttori automatici presenti sul mercato, questa tecnologia è meno costosa e potrebbe cambiare presto le regole del gioco. Le persone che fanno parte della comunità dei sordi saranno in grado di comunicare senza sforzo con coloro che non capiscono la lingua dei segni.
La lingua dei segni è una lingua a tutti gli effetti, ma poche persone al di fuori della comunità dei sordi la sanno parlare. Per molti di coloro che la praticano, questa lingua è l’unica opzione percorribile; infatti, l’apprendimento della lingua inglese scritta può comportare notevoli difficoltà a causa della mancanza di un’associazione sonora con le parole.
Come afferma Jesal Vishnuram, responsabile della ricerca tecnologica alla charity Action Hearing Loss:
“Per migliaia di persone nel Regno Unito, la lingua dei segni è la loro lingua madre; tra queste migliaia di persone, molte di loro non sanno o sanno appena scrivere in inglese. Una tecnologia come questa potrà cambiare completamente le loro vite”.
Quando hanno bisogno di comunicare con persone che non sanno utilizzare la lingua dei segni, le loro opzioni sono limitate. Nel Regno Unito, chi è affetto da sordità ha diritto ad un traduttore esperto nella lingua dei segni al lavoro e in ospedale, ma in una stazione ferroviaria può essere molto difficile comunicare con persone che non conoscono la lingua dei segni: in una situazione del genere un guanto che può fare traduzioni per loro renderebbe le cose molto più semplici.
Sensori flessibili sulle nocche
Il dispositivo è costituito da un guanto sportivo standard equipaggiato con nove sensori flessibili posizionati sulle nocche. Quando un utente piega le dita o il pollice, i sensori si estendono e la resistenza elettrica aumenta. Il software contenuto nel dispositivo processa questi segnali per elaborare la configurazione della mano.
I sensori di movimento sul retro del guanto funzionano sia che la mano sia ferma, sia che sia in movimento, aumentando la precisione nel differenziare lettere simili tra loro.
Ad esempio, entrambi i segnali che corrispondono ad “i” e “j” comportano l’estensione di un solo dito. Ma per “i” la mano rimane ferma, mentre per indicare “j” la mano deve ruotare d 180 gradi. I sensori di movimento rilevano queste differenze.
Tutti questi segnali vengono quindi inviati via Bluetooth a un’applicazione sul telefono dell’utilizzatore, che visualizzerà ciò che quest’ultimo vuole comunicare.
Grazie ai sensori flessibili quasi non ci si accorge di indossare il guanto, come afferma Timothy O’Connor, che sta sviluppando questa tecnologia all’Università della California di San Diego.
Rispetto alla tecnologia precedente, questo nuovo guanto rappresenta un significativo miglioramento, poiché i vecchi modelli hanno componenti più fragili e richiedono più sforzi per essere utilizzati.
Le telecamere convertono i segnali
Un’altra caratteristica sulla quale i ricercatori si sono concentrati è la conversione del linguaggio dei segni in testo utilizzando le telecamere. Tutto questo non richiede attrezzature speciali all’eccezione di uno smartphone.
Tuttavia, tutti queste telecamere consumano spesso tantissima energia, tendono a non funzionare molto bene in condizioni di scarsa luminosità e devono essere collocate a distanza dall’utilizzatore, cosa che non è sempre praticabile.
Al momento, il guanto progettato da O’Connor può interpretare soltanto le 26 lettere della lingua dei segni americana, permettendo alle persone di computare le parole lettera per lettera. Anche se è già un primo passo, per diventare pratico e conveniente, il dispositivo dovrà essere in grado di tradurre intere parole e frasi.
“Molte persone si affidano soprattutto agli amici e alla famiglia per farsi aiutare nelle traduzioni, finendo per essere tagliate fuori dal mondo di coloro che non hanno problemi all’udito. Per loro, anche il fatto di potersi servire di un dispositivo che traduce delle semplici frasi avrebbe un effetto enorme ”, conclude Vishnuram.
Un’altra difficoltà che va presa in esame riguarda le differenze esistenti tra le diverse lingue dei segni. Ad esempio, l’alfabeto della lingua dei segni americana utilizza una sola mano, ma la versione britannica ne utilizza due. Per questa ragione, importare questa tecnologia nel Regno Unito richiederebbe un lavoro supplementare.
Tradotto in Italiano. Articolo originale: New Scientist
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