Dell’autunno da freelance

Se c’è una stagione dell’anno che mi fa particolarmente incazzare, ecco questa è l’autunno. Fino a ieri c’era il sole e si stava bene in maglietta a maniche corte ed erano dietro l’angolo le cose belle dell’estate. Ti giri un attimo ed è freddo ma non quel freddo bello dell’inverno. Il freddo bello dell’inverno sono quelle giornate in cui c’è la galaverna o quelle giornate terse che da qui le montagne si vedono bene e c’è la neve e sembrano così vicine che da piccola pensavo di arrivarci correndo.
Ora è quel freddino che alla fine non metti mai il cappottino della mezza stagione e passi subito al pesante che però poi è eccessivo quando esce il sole di mezzogiorno.

E niente, questo è il vortice dell’autunno che ogni anno mi fa incazzare. Forse ho un problema con le mezze stagioni.

Oggi però l’autunno mi fa malinconica e mi tuffa in un mood paranoico che a ondate mi assale e che ha a che fare con il mio lavoro e con la mia vita da freelance.

Il non avere la certezza se sia meglio mettersi il cappottino leggero o la giacca più pesante a volte mi rende irrequieta.

Ho fatto tanti cambiamenti lavorativi nell’ultimo periodo. Ai più in realtà sono passati inosservati anche perchè non l’ho volutamente comunicato e quindi, giustamente, è ben difficile che qualcuno possa essersene accorto.

Ecco, oltre a questo momento di cambiamento che mi spaventa e che non so se sia giusto e dove mi porterà, sono in un momento di accumulo compulsivo. Sto accumulando come mai prima d’ora nozioni, post, link, grandi quantità di libri sul come differenziarsi, sul marketing online, sui contenuti giusti, sul design che spacca, sulla Seo, su Facebook. Insomma, questo mese un dipendente Amazon camperà grazie alla sottoscritta.

Ma non è finita: mi sono iscritta a corsi online e offline, in inglese, italiano, di marketing, di social, di jQuery, per imparare a fare preventivi, per freelance. Se bussate alla mia porta è probabile che vi compri anche un’enciclopedia e un set di padelle.

Ho persino cominciato un blog per completare il mio nuovo sito, rifatto pure quello per adattarsi al rebranding generale. Metto subito le mani avanti: c’è chi dice di campare grazie ai contenuti del proprio blog, io in generale ne sono poco convinta ed è anche per questo che Medium mi piace così tanto. Mi piace scrivere ma non sono costante e poi sono abbastanza sicura che tutto quello che io scrivo, qualcuno da qualche parte l’abbia già scritto, probabilmente anche meglio di me. E poi cosa gliene frega veramente alla gente di quello che scrivo? Se sei in cerca di una soluzione, esiste un aggeggio che funziona molto bene: tale Google. Cerchi lì e… BOOM! Trovi la soluzione alle tue necessità.

Sono quei -rari- momenti in cui sento che mi manca la terra sotto ai piedi e rimpiango un po’quando uscivo di casa, facevo il mio lavoro e non ero “padrona di me stessa”. Quando sapevo che, comunque fosse andata, blog o non blog, autunno o non autunno, qualcuno le decisioni più impegnative (giuste o sbagliate) le prendeva al posto mio e il conto a fine mese me lo pagava comunque.

Dura poco, eh?!? Tempo che arrivi l’inverno. E allora col freddo vero, io di solito rincomincio a ragionare. Sul serio.


☞ Questo post di #vitadafreelance è stato scritto da una versione malinconica di me. Che è anche questa me dopo il cambio di cui sopra.

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