Io, il tempo, il non tempo e il lavoro

Sono sempre più esigente con me stessa e lo sono sempre meno nei confronti del mio tempo. Pagella semi improvvisata di un terzo di anno

foto bella di un’estate d’Irlanda e io che lavoro dal letto

Sono sempre più esigente con me stessa e lo sono sempre meno nei confronti del mio tempo.

Mi sono resa conto che questa cosa per cui più sei occupato lavorativamente e più significa che hai successo mi è sfuggita di mano.

Le frasi che dico più spesso sono in perfetto stile milanese imbruttito: «tutto bene, sono un po’incasinata» (risposta classica al canonico come va), «è stata una settimana di fuoco», «avrò tempo più avanti», «metto giù perché ho una chiamata sotto» (questo riferito di solito a mia madre), «lo schedulo» (terribile rimembranza del mio passato da account), «è nel to do» (riferito ad una generica richiesta di un generico task), «sono stanca» (lamento reiterato).

Se lavoro meno delle 8 ore canoniche, mi sento quasi in colpa. Devo giustificare che mi piace fare un pisolino dopo pranzo o il fatto che sono un gufo e che la mattina vorrei dormire di più e lavorare la sera? O ancora che sento stretto un ufficio fisico?

Devo giustificare perché sono freelance nel regime dei minimi e sentirmi in colpa se non ne sono uscita prima del quinto anno?

Ho lavorato poco? Male? Non abbastanza?

Se ti sto dicendo che sono incasinata è perché probabilmente non mi so organizzare bene e faccio mille cose per volta, alcune delle quali neanche per passione ma per non dover giustificare un momento più libero (o più vuoto?).

Io nel mio casino mi crogiolo come un maiale nel fango. Solo se ho mille cose da fare mi sento gratificata, se sulla mia scrivania ho mille mila fogli e penne, avrò dove scrivere, se ho mille clienti allora sì che sono brava.


Si dovrebbe fare un bilancio a metà anno, io non voglio sprecare tempo perché dalla mia postazione privilegiata (il letto), scrivo a mente più lucida, per cui qualche considerazione a caldo.

Lavorare meno e meglio

Lavorare meno e meglio: se non so fare una cosa, ti dico chi la sa fare. Non sono una grafica ma sì posso fare la tua brochure, mi diverte anche farla ma non è il mio lavoro. Sì so alcuni principi Seo e mi piace sperimentare ma sai che c’è? Il tuo contenuto può essere migliorato ma non è il mio lavoro l’ottimizzazione.

VOTO: non classificabile perché deve ancora essere applicato. Sicuramente da provare per una gestione del tempo più oculata.


Migliorare il mio inglese

Migliorare il mio inglese: tutto ciò che vorrei fare, i posti dove vorrei vivere quando sarà vecchia (tipo l’Irlanda della foto), i clienti che vorrei avere e le società a cui manderei il mio cv (nella remota ipotesi non fossi più freelance), prevedono l’uso massiccio dell’inglese. Mi piacerebbe anche scrivere in inglese qui su Medium, magari come esercizio, ci proverò.

VOTO: in inglese ero bravina, da rivedere.


Selezionare di più

Selezionare di più cioè dire di no a progetti che non mi interessano potrebbe migliorare il mio tempo. Tendo ad innamorarmi dei progetti che mi piacciono e li curo davvero. Ci metto tempo a scrivere una mail, a pensare ad un copy e ad immaginarmi la posizione di un bottone. E lo faccio volentieri.

Altri progetti li prendo perchè la vile pecunia muove anche i bit. Ma sai che c’è? Una maggiore selezione porta ad un piacere maggiore nel lavorare e quindi -si presume- ad una qualità più alta del lavoro. Indi per cui su questo punto ci devo lavorare.

VOTO: 6, mi applico ma potrei fare di più.


Fare più networking

Cercare di fare più networking senza entrare in un mood omologante/appiattente. Ci sto provando, giuro.

Solo che mi sento un po’ come quando ero piccola e mia madre cercava per me i bambini con cui giocare perché io non avevo il coraggio di presentarmi. Mi arrabbiavo molto quando trovava qualcuno, poi però ci giocavo ed ero felice.

Adesso è più o meno lo stesso: sono un po’ meno timida ma abbastanza introversa e sto ancora piuttosto bene da sola. Trovo il confronto stimolante ma a tratti un po’ “logorante” (passatemi il termine, è eccessivo ma è l’unico che al momento mi viene ndr)

VOTO: 5 e mezzo ma prometto di impegnarmi di più


Collaborare con i giusti

Collaborare con i giusti: ne sono convinta da tempo. Se collabori con le persone giuste, sei già ad 1/3 di strada: risparmi tempo, qualche mal di stomaco e la vita del progetto è più agile.

Mi piace lavorare con altri freelance sparsi qui e là, ciascuno con le proprie competenze e il proprio apporto.

VOTO: 7+ da portare avanti con costanza eliminando senza remore chi non agevola il lavoro


Nuotare

Riprendere a nuotare: mi rilassa e sto molto bene in acqua. L’anno scorso sono stata costante e i miei addominali gioivano, ora non ho più la scusa che fa freddo, quindi è tempo di ceretta e piscina, piscina e ceretta etc…

VOTO: 6 e mezzo per la buona volontà di prendere in considerazione l’acqua fredda e la mia estetista.


Rispondere ancora meno al telefono

Se possibile rispondere ancora meno al telefono e limitare i momenti della giornata dedicati alle mail. Sai che c’è? È da quando ho iniziato a lavorare che gran parte del mio lavoro consiste nel tenere la mano al cliente. Ecco, io al telefono sono pessima, mi concentro poco e a volte mi dà fastidio persino la mia stessa voce. L’obiettivo è quello di smettere di portarmi in bagno e rispondere meno al cellulare. Il che non vuol dire abbandonare il cliente, solo dare aggiornamenti mirati quando (e se) serve.

VOTO: 4 non mi applico e non mi impegno. Da rivedere.


Progetti collaterali

Mettere in pratica almeno 2 progetti collaterali che ho in mente da tempo ma che non ho mai cominciato accampando la scusa del non tempo. Forse la verità è che non sono convinta che possano funzionare. Ma sai anche che c’è? Chissenefrega. Mi sono stufata di pensarci, è ora del «MAKE, do not talk»;

VOTO: mettere nero su bianco quello che devo fare è già un inizio, quindi 6.


Scalare la marcia

Leggere Adagio urbano di Teresa Monestiroli (suggerimento di Archinoia) o qualche altro libro di downshifting e possibilmente finirlo, non come faccio ultimamente con i libri che compro.

VOTO: da interrogare di nuovo una volta fatto


Insomma la gestione del mio tempo e del lavoro è migliorabile. Ho in mente gli obiettivi che vorrei raggiungere, soprattutto quando dico lavorare meno, meglio e selezionare di più. Solo che funziona più o meno così…

l’ingrabuglio è di Gilbert Bages da Noun Project, le aggiunte mie

…ma almeno non c’è da annoiarsi.


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