Countdown verso la #direzionePd, Matteo Renzi si prepara allo scontro ma no ad espulsioni


È partito il conto alla rovescia nel Pd in vista della direzione del partito convocata lunedì sera in cui, ne sono convinti i renziani, il Premier-Segretario dirà, ed userà parole, “forti e chiare” nei confronti della minoranza Dem, ma assicurano non verrà affrontato il tema delle espulsioni.

Il cerchio magico del segretario addebita la sconfitta in Liguria ai dissidenti Sergio Cofferati, Luca Pastorino e Pippo Civati, “hanno lavorato per far vincere la destra e far perdere il centrosinistra” questa l’accusa che gli viene mossa.

In virtù del fatto che quando i renziani erano in minoranza nel partito nessuno aveva boicottato le elezioni “si tratta di un pericoloso precedente” fanno notare ancora ‘fonti di governo’. Da qui la richiesta giunta al segretario di “rivedere il regolamento interno del partito”, prevedendo anche l’espulsione, se necessario, per alcuni comportamenti.

Su questo tema è il presidente del partito, Matteo Orfini, ad escludere la possibilità che si arrivi ad una proposta di modifica del regolamento interno:


«Sul codice di comportamento c’è una commissione apposita che sta lavorando da mesi, non è la direzione il luogo adatto per parlarne. Ciò che invece non mancherà sarà un discorso politico, una analisi a tutto tondo del momento che sta attraversando il partito.»

Dalla minoranza Dem, intanto, si continua a chiedere l’apertura di un dialogo perché spiega Alfredo D’Attorre:


«il dissenso tra gli elettori è molto più forte che nei parlamentari: due
milioni e mezzo in meno di consensi rispetto alle passate regionali è un dato che deve preoccupare»

e rispedisce al mittente le accuse di chi attribuisce alla sinistra dem la
sconfitta in Liguria:

«mi sembra un pretesto, chi ha votato Pastorino lo ha fatto perché non poteva e non voleva votare Paita. Se non ci fosse stato Pastorino, il risultato sarebbe stato lo stesso»