Unioni civili, accordo di maggioranza tra Pd e Ap: “no ad adozioni”. Domani voto


Al termine di una lunga giornata di trattative, arriva l’intesa tra Pd e Area popolare sul maxiemendamento interamente sostitutivo del testo del ddl Cirinnà.

Domani, a partire dalle 19, inizierà la prima chiama per il voto di fiducia mentre la mattina sarà dedicata alla discussione generale.

Timing perfetto per il Governo: il premier Renzi ieri e il ministro Boschi oggi avevano fissato il termine ultimo per il via libera del Senato entro questa settimana.

Domani la legge sulle Unioni civili supererà il primo banco di prova, con una maggioranza che si preannuncia al di sopra di quella assoluta (161), ma grazie ai voti dei 19 verdiniani, pronti a dire sì alla fiducia. Salvo alcune defezioni, anche Ap dovrebbe votare compatta, garantisce il capogruppo Schifani.

Secondo fonti parlamentari, dovrebbero essere 4 i ‘no’ dei centristi, mentre dalle file del Pd non dovrebbero arrivare sorprese.

In base all’accordo raggiunto, dal testo delle Unioni Civili spariscono le adozioni gay, niente obbligo di fedeltà tra i due partner dell’unione. Resta, invece, il mantenimento, la possibilità di assumere il cognome del partner e aggiungerlo al proprio, restano i diritti successori e la possibilità di una separazione ‘lampo’.

Vengono eliminati tutti i riferimenti agli articoli del codice civile che regolamentano il matrimonio (modifiche già contenute negli emendamenti Lumia), così da mettere al riparo la legge dal rischio incostituzionalità per euqiparazione delle Unioni civili al matrimonio.

Resta, soprattutto, la libertà di azione della magistratura ordinaria in tema di stepchild adoption, vero nodo del contendere tra Ap e Pd, che ha rischiato di far saltare l’intesa, con le barricate innalzate dalla sinistra Dem, e la ferma contrarietà dei ministri Boschi e Orlando.

Renzi entusiasta “l’accordo è un fatto storico”.

Soddisfatto anche il Ministro Alfano: “Oggi vince il buon senso”.

Fatta eccezione per qualche mugugno nell’area della sinistra Dem.

“Bisognava evitare la fiducia”, dice Bersani

Il capogruppo Zanda tiene a sottolineare che ora toccherà alla legge ad hoc sulle adozioni, “da approvare entro la legislatura”.

Il giudizio del Movimento 5 Stelle:

“Maxiemendamento e fiducia sono una beffa e una clamorosa sconfitta di Renzi, burattino nella mani di Alfano”.

Per Gaetano Quagliariello si tratta di un “accordo truffa”.

Il tutto mentre davanti al Senato protestano oltre un centinaio di attivisti Lgbt al grido di “vergogna”