Festival del Voodoo, Benin. (Foto: George Osodi)

Wanderlost #3

La newsletter di Wanderlost di questa settimana vi farà venire il Mal d’Africa: vi aspettano chiatte che risalgono il fiume Congo, Festival del Voodoo, Lady Gaga e tanto altro. Buona lettura!


VOODOO MON AMOUR

Lo scorso 10 gennaio si sono tenute a Ouidah, in Benin, le celebrazioni del 23esimo Festival del Voodoo. Si stima che nel Benin, piccola lingua di terra affacciata sul golfo di Guinea, circa il 40% della popolazione segua rituali e tradizioni legati al voodoo, ed è l’unico paese al mondo insieme ad Haiti a riconoscerlo come religione ufficiale.

ESPLORAZIONI

Pochi luoghi al mondo più dell’Africa sono capaci di stuzzicare la fantasie più intrepide del viaggiatore. Ma non è necessario cacciarsi nei guai o svuotarsi il portafoglio per godere delle meraviglie più genuine del continente nero: a pochi chilometri dai resort di lusso, sull’isola di Zanzibar, è ancora possibile immergersi nei ritmi blandi dei villaggi di pescatori disseminati lungo la costa orientale.

Zanzibar è sicura, colorata ed economica. Un idillio. Lo stesso non si può dire dalla Repubblica Democratica del Congo. Presidenti che bevono sangue degli oppositori, uccisioni di bambini accusati di stregoneria, epidemie e guerre civili, lì, sono all’ordine del giorno. Ma se, come noi, avete mai sognato di compiere un viaggio overland tra il Marocco e Città del Capo, vi basterà dare un’occhiata a una carta dell’Africa per capire che il Congo, in qualche modo, bisogna affrontarlo. Il “cicloturista” britannico Peter Gostelow lo ha fatto, e nel modo più spettacolare e rischioso. Otto giorni a bordo di una decrepita chiatta a risalire le acque del fiume Congo, da Bumba a Kisangani, mangiando arrosto di scimmia, sfidando i focolai di ebola e le rivolte del M23 guidate dal sanguinario Bosco Ntanganda. Una passeggiata, insomma.

TEBAATUSASULA

Poco a est dello spaventoso Congo, l’Uganda vive invece un periodo di relativa stabilità. L’economia cresce, si svolgono “libere” elezioni, e i turisti sono attratti dalle meraviglie offerte dal territorio del Paese. Questa ventata di ottimismo ha addirittura portato alla pubblicazione di un documento ufficiale, Uganda Vision 2040: l’obiettivo è quello di compiere, nei prossimi 25 anni, la transizione da “paese contadino” a “paese moderno e prospero”. In bocca al lupo.

Ecco, magari promulgare la legge che punisce l’omosessualità con l’ergastolo non ci pare proprio un buon inizio. La Corte ugandese ci ha messo una pezza, se non altro.

E anche il cinema ugandese, con tutto il bene che vogliamo alla Ramon Film Productions, potrebbe fare dei passi in avanti.

SPORT

Alla domanda “qual è la religione con più fedeli in Africa?”, la risposta “il calcio” ci sembra una delle più appropriate. Non esiste infatti nel continente nero collante sociale più forte di un pallone che rotola in rete, e grandi stelle quali Samuel Eto’o e Didier Drogba sono trattate alla stregua di semidei. Drogba, per capirci, grazie al suo carisma contribuì a porre fine a una sanguinosa guerra civile in Costa d’Avorio.

Ait Bougmez, Marocco. (Foto: Emanuele Cardinali)

Tutto, in Africa, ha però un rovescio della medaglia, e il calcio non fa eccezione. La federazione calcistica del continente è nota per essere la più disorganizzata e corrotta al mondo, e polemiche e scandali sono all’ordine del giorno. L’ultimo in ordine di tempo ha riguardato l’assegnazione del premio come Calciatore Africano dell’anno all’attaccante franco-gabonese del Borussia Dortmund Pierre-Emerick Aubameyang. Yaya Touré, capitano della Costa d’Avorio e autentico totem del calcio africano degli anni ’10, non l’ha presa benissimo.


Chiudiamo questa terza edizione della newsletter, interamente dedicata al continente nero, con un video dei (bianchissimi) sudafricani Die Antwoord.

D’altronde, anche questa è Africa!


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