Scuola di vita

Ogni bambino si fa strada tra le tappe della vita sentendosi ripetere da molteplici persone quanto la scuola sia importante. Le maestre d’asilo e scuola primaria, i professori delle scuole medie e superiori, parenti e amici, prendono parte nel trasmettere l’importanza del valore della scuola, decantando gli innumerevoli risvolti: insegna a studiare, prepara a lavorare, conferisce nozioni che risultano utili nel futuro, a breve o lungo termine. Tuttavia, ciò che diversi studenti non si sentono mai suggerire durante il loro percorso di studi, è che la scuola è molto più di pure informazioni da assimilare e ripetere. Rappresenta una sorta di campo prova per la vita, una preparazione per il mondo degli adulti e delle grosse responsabilità che aspetta ogni giovane al varco in seguito all’esame di maturità. L’istruzione non consiste solamente in date, nomi e formule, ma insegna a stare al mondo. La domanda sorge quindi spontanea: com’è possibile che in una realtà come quella di oggi, in cui l’educazione è facilmente accessibile per la maggior parte della popolazione mondiale, qualità come la perseveranza e il rispetto stiano andando a scemare e che inconsapevolezza e immaturità regnino sovrane tra la folla?

Svariate possono essere le chiavi di interpretazione di questa controversia. Per certo, gli ideali proposti e imposti dalla società costituiscono un vero e proprio muro invalicabile tra i giovani e l’apprendimento. Ogni giorno, i social media, la televisione, le pubblicità, i film e la musica bombardano ragazzi e ragazze che cercano il loro posto nel mondo con informazioni che trasmettono messaggi d’odio e che forniscono fonti di ispirazione poco volte a sviluppare dei valori quali l’amore e la cooperazione. Menti malleabili, sensibili e facilmente influenzabili che assorbono ogni input considerato rilevante dal loro ancora ingenuo punto di vista, che mira al semplice e non al fondamentale, creando un’inversione del comune detto “prima il dovere e poi il piacere”, e che separa e seleziona solo il dilettevole dall’utile. La conseguenza è la maturazione di comportamenti scorretti che si ripresentano all’interno dei locali scolastici e nella vita di tutti i giorni.

Un altro luogo comune che si sta espandendo a macchia d’olio è rappresentato dall’insistente e sempre più comune interferenza dei genitori. Nel tentativo di accompagnare i figli nel loro percorso, si caricano di lavoro sollevando i ragazzi dalle loro responsabilità, privandoli della possibilità di sviluppare una propria indipendenza e consapevolezza. Gli studenti sanno che nel caso in cui non studiassero o non consegnassero i loro compiti, mamma e papà sarebbero pronti a risolvere il problema per loro: farebbero gli esercizi di matematica e si presenterebbero dinnanzi ai professori, difendendo la posizione del proprio pargolo a spada tratta, noncuranti del fatto che siano nel torto. Tutto ciò ha dato vita ad un circolo vizioso all’interno del sistema scolastico e l’ha profondamente segnato. Gli insegnanti si preoccupano del preside, il preside dei genitori, ed i genitori dei figli, portando così ad un semi inconsapevole potere da parte degli stessi studenti immaturi e non in grado di prendere responsabilità. “Sbagliando si impara”, si sente spesso suggerire dai saggi nonni, che nella vita ne hanno viste molte. Allora che si lasci sbagliare questi ragazzi, si dia loro l’occasione di imparare cosa il mondo reale li aspetta, si insegni loro che le azioni hanno delle conseguenze che possono anche pesare. La maturità e l’autonomia vanno conquistate attraverso errori ed esperienza.

Un ulteriore fattore incidente è l’economia. La scuola è infatti gestita e basata, anche se non in maniera evidente, dalle possibilità economiche di ogni stato. Tristemente, in nazioni come gli Stati Uniti D’America le aspettative sull’istruzione sono calate drasticamente, in quanto la ricchezza nazionale è sufficiente per prendersi cura di ogni cittadino, istruito o meno. Il sistema scolastico soffre di questa situazione, costringendo gli insegnanti a ridurre la difficoltà delle lezioni e a promuovere la maggior parte degli studenti, senza valore di merito. L’intera educazione si lascia governare dal precitato circolo vizioso e dal cosiddetto Dio Denaro. La realtà è che ancora una volta, sono i buoni principi a rimetterci. Ciò che è trasmesso ai giovani è che non è necessario lavorare duramente per conseguire delle soddisfazioni e che ci sarà sempre qualcuno o qualcosa ad occuparsi di loro. I risultati sono irriverenza, maleducazione e mancanza di rispetto, che vivono e respirano tra i corridoi di scuola e nelle classi, al cospetto di disperati insegnanti che si trovano spogliati di ogni potere: se i genitori sono sempre pronti a salvare i figli dai compiti e la nazione è disposta a fornire un futuro nonostante l’incompetenza, perchè mai un ragazzo dovrebbe anche solo pensare di “perdere” del tempo ad imparare qualcosa? Senza maturità non c’è coscienza.

Ultimo ma non per importanza, è il tipo di sistema scolastico in sè che può influenzare e sviluppare più o meno gli adolescenti e accentuarne le qualità. La possibilità di scegliere i propri singoli corsi di studio, aspetto caratteristico della scuola Nord Americana, si contrappone al più tradizionale sistema Europeo; il primo costringe ad una scelta di specializzazione in giovane età, sviluppando indipendenza e responsabilità, ma lascia spazio al rischio di prendere un’importante scelta sbagliata, il secondo è forse più sicuro, in quanto assicura una educazione a tutto tondo, ma previene la possibilità di ampliare e sviluppare le sfaccettature della persona nella loro interezza e varietà a causa del sistema standardizzato. Questa incapacità di decisione può sfociare in due differenti situazioni originate dallo stesso sentimento di insoddisfazione. Può scatenare nei ragazzi un’esigenza di crescita personale e quindi di conquista verso gli ideali o una rinuncia alla ricerca di qualcosa di più. Questa questione è tuttavia ancora aperta all’interpretazione e considerata soggetta al carattere e la forza d’animo dell’individuo, di conseguenza non da imputare al sistema.

In conclusione, si può sostenere che la decadenza dei valori sia dovuta ad un intreccio di eventi e situazioni promosse dalla società, dalla cultura e dall’economia, che influenzano di conseguenza la sfera scolastica. Non esiste purtroppo una immediata e unica risoluzione, ma sono l’impegno e la dedicazione di ogni singolo individuo ad essere il meglio di sé stesso a fare la differenza; la perseveranza e la fiducia contaminano, influenzano e sono il motore del cambiamento.

Chiara Bargellesi

One clap, two clap, three clap, forty?

By clapping more or less, you can signal to us which stories really stand out.