l’HQ di Webranking a Correggio (Reggio Emilia)

Gli ultimi 20 anni di storia di Internet, i nostri

Un preambolo necessario sull’imprenditoria italiana

L’Italia è un Paese con tanti difetti, lo sappiamo bene. Troppo spesso proviamo un senso di rassegnazione verso quello che non funziona. Non facciamo caso alla forza di un tessuto di base che presenta elementi davvero unici al mondo. Il riferimento è al modo — tipicamente italiano — di fare impresa, soprattutto piccola e media impresa. A tutti gli imprenditori che hanno creato le loro aziende da zero e che le hanno portate — passo dopo passo, anno dopo anno — a diventare eccellenze italiane o mondiali nei rispettivi settori. A una cultura imprenditoriale che si focalizza sul miglioramento, sulla crescita del valore e non dell’utile e sulla cura verso i servizi offerti, i processi e le persone che fanno l’azienda.

Un modello che è l’esatto opposto dell’urlatissimo ambiente delle startup, fatte di un’imprenditoria fast food, dove il successo di misura in pochi anni e dove si creano aziende pensando al giorno in cui si potranno vendere. Di visioni di breve, di problemi da posticipare, di strategie da abbozzare e valore da esibire solo sulla carta e in potenziale. Ma è questo il modello che si passa ai giovani, quello su cui investe pure la politica e persino il divertissement delle grandi imprese pubbliche e private.

Sono nato nel cuore dell’Emilia Romagna, in un tessuto sociale e culturale dominato dalle piccole imprese e dal legame fortissimo che si è creato negli anni fra datori di lavoro, dipendenti e amministrazioni locali per costruire un successo comune, per l’azienda ma anche per le città che gli gravitano intorno …o addirittura dentro. Un modello che aiuta e si aiuta nei momenti di difficoltà e che sa creare valore vero, difendendolo nel tempo.


Un compleanno importante

20 anni fa — il 27 marzo del 1998 — insieme con alcuni amici (prima che soci) abbiamo fondato quella che oggi è Webranking. Abbiamo visto alcuni soci entrare e uscire, anch’essi amici prima che partner. Io, Andrea e Stefano abbiamo co-fondato Webranking e dopo 20 anni siamo ancora qui, in prima linea, con responsabilità operative.

I co-founder W: (da sinistra) Stefano Caffagni, Nereo Sciutto e Andrea Storchi, 2001

Il parallelo con il tessuto imprenditoriale italiano è evidente, ma del tutto non scontato. Stiamo celebrando un traguardo incredibile: 20 anni di storia di un’azienda 100% digital, in un settore ad altissima innovazione che vede nascere e morire player con cicli di vita molto brevi. Basti pensare che quando abbiamo fondato Webranking non esistevano ancora Google, Facebook e YouTube, per citarne alcuni.

Il nostro modello di impresa negli anni ha generato valore, creato occupazione, costruito know-how e esportato la qualità e un modo di lavorare italiano anche all’estero.

Qualcosa di simile al miglior artigianato del nostro Paese, quello dell’alta moda: una grande attenzione ai dettagli, ai materiali, alla qualità intrinseca di quello che viene prodotto. Qualcosa che abbiamo sempre fatto anche in Webranking perché abbiamo scelto di lavorare con soluzioni coraggiose, con grandi investimenti in formazione e crescita personale, che ci ha visto credere in nuovi e ambiziosi ambienti di lavoro e nella costruzione di una cultura che potessimo sentire nostra.

Tutto realizzato pensando avanti, agli anni a venire e non a far quadrare le trimestrali.

Con l’aggiunta di un’attenzione costante a quello che stavamo portando avanti perché il mondo del lavoro e del fare impresa in cui siamo non consente di considerare sicuro nessun business e nessuna azienda. Un mondo che ci ha insegnato che neppure il too big to fail fosse un paracadute possibile. Figuriamoci una piccola azienda nata nella provincia emiliana.

Com’è nata Webranking

Siamo partiti in quattro affittando gli spazi di un negozio nella centralissima Galleria Politeama a Correggio. L’economia funzionava ancora in Lire, noi uscivamo da percorsi universitari di ingegneria (i primi anni della facoltà di informatica) e economia. Famiglie disponibili a sostenerci e un’idea in testa: sfruttare Internet come canale di promozione per le aziende del nostro territorio verso il mondo intero.

Avevamo avuto tutti l’opportunità di scoprire Internet fin dall’inizio. Abbiamo vissuto il passaggio dall’era pre-web — dominata da email e chat — alla nascita del primo browser — Mosaic — e dei primi siti internet nel 1992 durante gli anni in università. Avevamo gestito uno dei primi punti di accesso pubblico a Internet all’interno di un’associazione della quale eravamo soci e promotori: uno dei primi accessi dial-up (quelli con il modem che si collegava a Internet attraverso una costosissima chiamata telefonica) che mettevamo a disposizione degli amici per toccare con mano una grande rivoluzione sociale più che tecnologica. Venivamo da un mondo fatto di personal computer (di solito bruttissimi) appoggiati sulla scrivania, che comunicavano con il resto del mondo spostando floppy disk, senza connessioni in rete e senza dispositivi seri di archiviazione di massa. Anche solo mettere in rete fra di loro i pc di un ufficio era considerata una grande innovazione alla fine degli anni ’90. Collegarli a Internet un’operazione costosa e ancora poco sfruttata. Un mondo dominato dal fax.

In quell’ecosistema avevamo visto una grandissima opportunità che volevamo portare alle aziende del nostro territorio.

I nostri studi e le opportunità che avevamo intravisto in università ci davano un vantaggio competitivo incredibile …che però nei primissimi anni si è schiantato contro la scarsa attenzione che le imprese davano alle opportunità di questo nuovo modo di comunicare. E contro quella che è stata poi chiamata la prima grande bolla del digitale a cavallo della fine dei ’90 e l’inizio del 2000. Nonostante questo siamo cresciuti e abbiamo chiuso i primi bilanci comunque in utile, per quando contenuto. 
Oggi compiamo non solo 20 anni ma 20 anni di bilanci in attivo che ci hanno consentito di reinvestire in azienda per consolidare e crescere.

Un annuncio di Webranking del 2006: oggi le nostre posizioni aperte sono nella sezione careers del sito e su LinkedIn

In questi primi anni abbiamo progettato reti locali per le aziende, abilitato un nuovo modo di lavorare che prevedesse per la prima volta la condivisione di documenti e la loro archiviazione centralizzata. Abbiamo vissuto la progressiva sostituzione delle email al fax (ci sono voluti anni eh) e la velocità maggiore con cui si potevano gestire le comunicazioni soprattutto con clienti e fornitori esteri.

Ma è il 2001 l’anno della svolta: abbiamo vinto una grande gara per la SEO di tutte le aziende del gruppo Enel e questo ci ha portato a poter gestire una dimensione nazionale e un livello di servizio al top per il mercato italiano dell’epoca. Forse è il caso di sottolineare che in quegli anni la SEO era l’unica strategia pubblicitaria digitale esistente, insieme all’email marketing e ai primi banner. Google metterà sul mercato AdWords intorno al 2003, Facebook non esisteva, le piattaforme di Analytics neppure. Digital marketing significava SEO perché gli unici risultati disponibili sui motori di ricerca erano quelli organici. E i motori di ricerca di quando abbiamo iniziato si chiamavano Altavista, Hotbot, Excite.

Google nascerà in un garage alla fine del 1998 e arriverà in Italia diversi anni dopo. Con la vittoria della gara SEO di Enel abbiamo potuto finanziare un ambizioso progetto di ricerca e sviluppo che ci ha portato a sperimentare — per la prima volta in Italia — tecniche di SEO molto efficaci che abbiamo mutuato dal mercato statunitense. E tutto, dalla nostra comprensione delle sfide delle grandissime aziende, ai contratti, ai livelli attesi di servizio, alle relazioni che abbiamo dovuto costruire, ci hanno portato a diventare un player molto più maturo. Con quel contratto identifichiamo la prima grande milestone. Ed era soltanto il 2001.

Da allora sono successe tantissime cose, abbiamo fatto molti errori e da loro abbiamo imparato quello che sappiamo oggi. Senza conoscere la filosofia del fail big, fail fast che avrebbe dominato il mondo anglosassone delle startup, anche noi abbiamo fatto i nostri sbagli (per fortuna non grandi abbastanza da danneggiarci seriamente) e abbiamo imparato tantissimo.

L’altra parte del nostro successo sono stati i nostri clienti. In primis persone e solo dopo aziende e marche. Sono queste persone che ci hanno insegnato quello che oggi ci fa essere consulenti così esperti. Ogni azienda ci ha presentato modelli e strategie. Ogni manager ci ha condiviso un punto di vista peculiare di un business o di una visione. Con ognuno di loro abbiamo pianificato, lottato, rivisto le strategie e adattato tutto sulla base degli outcome. Con alcuni di loro abbiamo costruito case study fantastici che nessuno leggerà mai perché il successo e i primi learning non erano condivisibili, proprio perché così preziosi. Mi piacerebbe ringraziare nome per nome alcuni di loro. Se stai leggendo e ti riconosci in questi esempi, grazie. Sei stato parte della nostra storia ma soprattutto hai contribuito a costruire i nostri successi e le competenze che oggi portiamo con noi.

Webranking oggi …e domani

Webranking è stata individuata e premiata dal Financial Times nella classifica FT1000 come una delle 1.000 aziende a più alta crescita — fra tutte quelle presenti in Europa — nell’ultimo triennio. In una fase di presunta maturità come quella che viviamo, riuscire a essere identificati come capaci di crescere così tanto ci ha sorpreso positivamente.

La particolare ricetta che abbiamo utilizzato ci ha anche permesso di essere premiati come uno dei migliori 50 ambienti di lavoro italiani — sulla base del parere di chi ci lavora — da parte di Great Place To Work.

Non conta solo dove riesci ad arrivare ma come decidi di farlo, per che strada e con che passo. E le persone — nel nostro modello di business — sono centrali.
I co-founder Webranking: (da sinistra) Stefano Caffagni, Nereo Sciutto e Andrea Storchi, oggi

Per questo oggi raccontiamo la nostra storia insieme alla storia del web perché è grazie allo sviluppo di Internet che abbiamo costruito il nostro business, creando opportunità e posti di lavoro.

Internet ci ha portati fin qui e quella di Internet è la storia di tutti noi.

E la tua storia con Internet qual è?
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