Giornata Mondiale Umanitaria 2016

La Giornata Mondiale Umanitaria si celebra il 19 agosto, giorno in cui, nel 2003, un attacco al quartier generale delle Nazioni Unite a Bagdad causò la morte di 22 persone, incluso Sergio Vieira de Mello, allora Rappresentante ONU in Iraq. La celebrazione è stata istituita nel 2008, in memoria di tutte le vittime, operatori umanitari, caduti in servizio, sul campo.

Quest’anno, per ricordare le vite degli operatori umanitari sul campo ed onorare chi l’ha persa mentre assisteva i più poveri e svantaggiati nel mondo, presentiamo le storie di otto nostri colleghi che lavorano nei propri paesi di appartenenza, aiutando i propri connazionali ad avere una vita più dignitosa e sicura.

Qui raccogliamo le loro storie, in una carrellata che vi porterà dall’Afghanistan alla Siria, dal Sud Sudan ad Haiti passando per lo Yemen, la Sierra Leone e il Bangladesh. Per capire cosa significa vivere sul campo, spesso in condizioni di sicurezza difficili e rischiose, a contatto ogni giorno con la sofferenza dei più deboli ed indifesi ma anche con grandi esempi di speranza e resilienza. Buona lettura.

Mohamad Bakkar. Siria. Capo dell’ufficio WFP a Homs.

Murielle Bonostro, Haiti. Murielle lavora nel settore della nutrizione.

Abeer Noman, Yemen. Abeer si occupa della sicurezza.

Hafiza Khan, Bangladesh. Hafiza si occupa dei programmi del WFP nel paese.

Besher Murad, Siria. Besher è uno degli autisti del WFP a Damasco.

Lucy Wasuk, Sud Sudan. Lucy lavora molto nei campi rifugiati del paese.

Momoh Bockarie, Sierra Leone. Momoh ha lavorato per il WFP durante l’epidemia di Ebola.

Wahida Azizi, Afghanistan. Wahida si occupa delle mappe, di allerta precoce e vulnerabilità.


Storia pubblicata su wfp.org/it

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