Miti del Futuro

Come comunità siamo sempre chiamati a coltivare una speranza per il futuro.

La speranza nel futuro è il motore del mondo in cui viviamo. “Ciò che permette all’intera economia di sopravvivere e prosperare è la nostra fiducia nel futuro…Smith insegnò alla gente a pensare in termini win win, quelli in cui vincono tutti i partecipanti. In questo modo non solo possiamo godere di una fetta più grossa della torta ma l’incremento della tua dipende dall’incremento della mia”. (Yuval Noah Harari, Homo Sapiens).
Il capitalismo cosi come siamo abituati a conoscerlo è una narrativa condivisa fondata sulla fiducia in un futuro sempre migliore, in cui se la tua parte cresce cosi farà anche la mia.

Gli esseri umani da sempre si incontrano in narrative condivise che offrono una direzione all’azione collettiva e restituiscono senso alla vita individuale. È in questo scambio che costruiamo i nostri significati e generiamo i sistemi sociali nei quali viviamo.

Gli esseri umani da sempre si incontrano in narrative condivise che offrono una direzione all’azione collettiva e restituiscono senso alla vita individuale.

Per potere creare un sistema sociale è necessario che un numero sufficiente di persone lo reputi vero. Questo vale per qualsiasi realtà intersoggettiva, sia esso uno stato, una comunità o una religione. 
Anche la scienza, che è alla base di gran parte dei progressi moderni per esistere ha bisogno di un gruppo di persone che abbia fiducia nel suo potere di migliorare la condizione umana.

Le profonde trasformazioni che attraversano oggi la nostra società portano con se il dubbio e l’ incertezza che esista davvero un futuro migliore, minando all’origine il presupposto stesso sul quale si basano gran parte dei sistemi nei quali viviamo attualmente. È cosi che si genera un disingaggio sociale dai vari sistemi da parte delle persone che partecipandovi gli danno vita. Quando un numero sufficiente di persone smette di credere in un sistema questo si svuota di significato, generando un vuoto.
Che senso ha uno Stato senza cittadini, una comunità senza membri, un’impresa senza clienti e dipendenti?

Le profonde trasformazioni che attraversano oggi la nostra società portano con se il dubbio e l’ incertezza che esista davvero un futuro migliore, minando all’origine il presupposto stesso sul quale si basano gran parte dei sistemi nei quali viviamo attualmente.

Non basta mostrare, come stanno cercando di fare alcuni (Steven Pinker, Enlighment Now), i numeri e le statistiche che dimostrano il continuo miglioramento della condizione umana grazie al liberalismo, la democrazia e il capitalismo. Non basta non perché non sia importante, ma perché alcuni diritti e conquiste sono oramai date per scontate e allo stesso tempo perché dalle narrazioni collettive correnti abbracciate dalle attuali aggregazioni sociali rimangono fuori i nuovi miti del futuro, quelli che hanno la forza di mobilitare la partecipazione e il coinvolgimento dei singoli nei racconti collettivi cosi da poterli rendere veri.

Istituzioni, organizzazioni e imprese fanno sempre più fatica a collocarsi in un luogo diverso rispetto a quello in cui si trovano perché si basano su una narrativa a cui gran parte delle persone non crede più. Una storia vecchia, quella del progresso economico infinito basato sulla fiducia nel futuro, che non offre più alcuno specchio in cui riconoscersi.

I miti futuri non sono fondati su un ottica incrementale e migliorativa, ma su logiche e sentimenti diversi.

Un mito futuro, solo per fare un esempio è quello di Greta, la giovane ragazza che ha Davos ha richiamato pesantemente alle loro responsabilità i leader globali. 
Solleva sentimenti di responsabilità, di riflessione, di indignazione, di futuro; parla con un tono deciso, pone il rapporto con la natura e il clima in una posizione diversa, quasi viscerale. 
Il movimento che ne è nato si muove all’interno di una narrazione completamente nuova. Tocca i giovani, e non solo, su corde che nessuna comunità, istituzione o gruppo sarebbe mai in grado di rappresentare.

Istituzioni, organizzazioni e imprese fanno sempre più fatica a collocarsi in un luogo diverso rispetto a quello in cui si trovano perché si basano su una narrativa a cui gran parte delle persone non crede più.

Se è vero che come esseri umani condividiamo sempre storie, non dovremmo solo chiederci quelle che stanno andando fuori moda, quanto piuttosto quelle che stanno emergendo. 
Il rischio più grande pensando a ciò che verrà è quello di cercarlo nel posto sbagliato, ovvero in un passato a risorse infinite, mentre potrebbe essere nascosto in altre storie che hanno il potere di cambiare realmente il mondo, esattamente come quelle di Greta.

Sono i nuovi miti, linguaggi e storie che hanno il compito di rivitalizzare la nostra fiducia in quello che verrà, e che entrando nelle narrazioni collettive hanno il potere rinnovarle creando speranza, coraggio, partecipazione, e coinvolgimento.

Sono questi nuovi simboli che dobbiamo andate a cercare per creare i circoli dello scambio sociale. Solo i sistemi che si rendano permeabili a queste correnti possono vedere una partecipazione attiva della collettività alle loro storie, siano essi governi, istituzioni, organizzazioni o imprese.

La vera trasformazione oggi è una ridefinizione di scopo, una presa di posizione del contributo che individui, comunità e aziende vogliono portare di nuovo nel mondo per fare emergere un futuro diverso. Nuovi scopi intrecciati a nuovi miti.

Nelle imprese, i nuovi miti hanno a che fare con i giochi infiniti, quelli in cui non vince nessuno, e non si perde. Quello in cui l’obiettivo è rimanere nel gioco più a lungo possibile migliorandosi continuamente. Non essere più bravo del competitor ma essere una versione migliore di se stessi, un gioco in cui la misura è l’impegno nel proprio scopo. Assomigliano più ai movimenti artistici d’avanguardia che allo sport professionistico.

La vera trasformazione oggi è una ridefinizione di scopo, una presa di posizione del contributo che individui, comunità e aziende vogliono portare di nuovo nel mondo per fare emergere un futuro diverso. Nuovi scopi intrecciati a nuovi miti.

Il futuro emerge dalle narrazioni collettive che generano coinvolgimento attivo dei cittadini nello stato, dei membri nella comunità, dei dipendenti e dei clienti nell’impresa su progetti di cui andare orgogliosi. 
L’innovazione è sempre sociale.

Le imprese che sono il cuore del nostro sistema sono chiamate a ricollocare se stesse, i loro prodotti e servizi all’interno dello spazio sociale. Il mercato è il mondo fatto di persone.
Non basta aumentare la produzione, semplicemente migliorare il servizio, creare esperienze. Queste sono tutte parole vuote che i manager usano per giustificare se stessi.

Le imprese che sono il cuore del nostro sistema sono chiamate a ricollocare se stesse, i loro prodotti e servizi all’interno dello spazio sociale. Il mercato è il mondo fatto di persone.
Non basta aumentare la produzione, semplicemente migliorare il servizio, creare esperienze. Queste sono tutte parole vuote che i manager usano per giustificare se stessi.

Bisogna interrogarsi sugli scopi, sul valore, non dormirci la notte.
Insieme bisogna costruire il futuro che si vuole fare emergere

La misura del successo non sarà avere una torta più grande, ma il coinvolgimento, la fiducia nell’idea di fare qualcosa di bello insieme, di combattere per una causa, di giocare giochi infiniti.