Cronache di un Procrastinatore Professionista

che ha finalmente deciso di fare qualcosa

Essendo nato a ridosso degli anni duemila ho sempre ricevuto moltissimi stimoli; spesso li ho colti, ma non li ho mai coltivati. Ho avuto dei colpi di fulmine, ma non sono mai andato oltre. 
Non ho mai vissuto una vera passione, una di quelle che mi tenesse sveglio la notte.
L’avere tutto a portata di clic mi ha illuso che non ci fosse più bisogno del viaggio; mi ha fatto confondere il piacere dell’acquisto con la felicità della conquista.

Non ho mai amato fare qualcosa.

In un mondo sempre più immediato l’amore si distingue perché non può arrivare dal nulla: l’amore ha bisogno di tempo; si conquista, giorno dopo giorno; per l’amore si combatte e ci si sacrifica.

Le passioni, quelle vere, nascono tra lacrime e sudore.

Ultimamente mi sono chiesto se il giornalismo fosse la solita cotta passeggera, destinata a posarsi nel dimenticatoio.
Il paragrafo precedente, in pieno stile Fabio Volo, potrebbe portarmi a pensare che sia così, ma ormai ho lanciato il guanto della sfida: 
Scriverò un “articolo” al giorno per 100 giorni.
Ho deciso di mettermi alla prova, di faticare, per arrivare non so bene dove.

Credo che ad avermi trattenuto sia sempre stata la paura di lottare per un qualcosa che non ero in grado di ottenere.
Non impegnandomi impedivo a me stesso di rimanere deluso dal risultato. Per questo, mentre cerco di cambiare rotta, ho deciso di allontanare lo sguardo dall’obbiettivo, concedendomi a quello che potrebbe avvenire durante il viaggio.

Giuro, ho cercato una metafora meno inflazionata rispetto a quella del viaggio, una metafora che non facesse sembrare questo sfogo un tema della maturità, ma non credo ne esista una migliore. 
È l’immagine giusta in questo momento; tra 100 giorni potrò ridere pensando a dove ho iniziato il mio cammino, e potrò sorridere (o piangere) pensando a dove sono arrivato; tra mille giorni potrei deridere quel coglioncello che si credeva un giornalista solo perché aveva scritto cento “wannabe articoli”.

Bene, se sei arrivato fino a questo punto, o sei mia madre, o sei abbastanza matto da assistere come terzo incomodo a questa lite in itinere tra me e me stesso.
In ogni caso, stai tranquillo, perché spero, prima o poi, di trattare anche veri argomenti in questo blog.

Buon Viaggio.

P.S. Sentiti libero di lasciare qualsiasi suggerimento/insulto nei commenti.