Come (non) Comunicare il Museo su Facebook

La comunicazione facebook del Museo Archeologico di Venezia

Martino Pietropoli/Unsplash

Nello scorso articolo ho spiegato quali sono i potenziali modelli di comunicazione che possono essere utilizzati da un museo per acquisire visibilità e autorevolezza online. 
In risposta a questo articolo mi sono arrivati diversi commenti. Alcuni mi hanno scritto che i modelli ricordati sono ampiamente noti ai tecnici di settore, ma che rimangono scarsamente attuabili per motivi legati ai budget e alla mentalità retrograda di chi amministra il museo.
Io non lavoro direttamente con i musei (mi occupo di comunicazione online per progetti culturali turistici e editoriali) e penso che, se da una parte il ragionamento è vero per tutto ciò che riguarda la digitalizzazione di documenti e immagini, dall’altra non regga se parliamo di gestione dei social network, ad esempio delle pagine facebook.
Molti musei hanno una pagina facebook, ma non sanno assolutamente come utilizzarla per creare un’immagine di museo utile, autorevole e accessibile.
In questo articolo, dopo la mia esperienza al Museo archeologico di Venezia, provo a illustrare alcune delle lacune che ho notato nell’uso della pagina facebook.


Ero a Venezia e ho deciso di visitare il Museo archeologico. Tutti sappiamo che Venezia è sempre stracolma di turisti. Quindi è normale aspettare circa un’ora per accedere alla biglietteria. Ero in coda all’ingresso di Palazzo Ducale.

Di storia veneziana ne so pochissimo, certo saprei agganciare gli eventi alla storia generale, ma non saprei scendere nel dettaglio di ogni singolo evento dalla Preistoria al Settecento. Proprio questo motivo mi ha spinto a visitare diversi musei di Venezia, tra cui il Museo archeologico, al quale si accede dal Museo Correr ubicato in piazza San Marco.

Avevo attese comuni a molti altri turisti, non addetti ai lavori, che, tra curiosità e voglia di conoscenza, decidono di entrare nel museo pagando il biglietto intero (costo 20 euro, pari a un pranzo o a 2-3 biglietti del cinema).

Le mie attese sono state ampiamente deluse.

Il Museo archeologico di Venezia è un’esposizione in teche stile ottocentesco, con i cartelli che accompagnano i reperti scritti più o meno tutti così:

“Ceramica x di fine secolo y con decorazione z.”

Fin qui molto simile alle esposizioni di tanti altri musei italiani.

A questo punto mi son detto. Forse ho perso io qualche passaggio e online, attraverso i suoi canali social, il museo forma il visitatore prima della visita vera e propria. Così ho deciso di approfondire la cosa e vedere cosa offre la pagina facebook al turista affamato di cultura.

Lasciamo da parte la questione delle recensioni, che richiederebbe un articolo a parte, e concentriamoci sulla qualità dei post.

Ecco gli ultimi post che ho trovato nella pagina del Museo archeologico di Venezia:

Il 30 Aprile sbarcheranno di nuovo al Museo Archeologico gli ArcheoNAUTI! L’associazione Street Archaeology offre due laboratori gratuiti (uno alle ore 10 e l’altro alle ore 15) per bambini e ragazzi tra i 5 e i 15 anni. Grazie a questi percorsi i ragazzi potranno scoprire come lavora un archeologo alla ricerca di reperti e saranno seguiti da un team di archeologi esperti! I laboratori sono gratuiti, previo acquisto del biglietto di ingresso “I Musei di Piazza San Marco” (ingresso gratuito per residenti e nati nel comune di Venezia).
Continuano gli incontri del ciclo “METRO V: Archeologia Metropolitana”, dedicato agli scavi archeologici a Venezia e terraferma, organizzato in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per il Comune di Venezia e Laguna.
La conferenza del 29 marzo intitolata “Archeologia del Fondaco dei Tedeschi”, a cura di Vincenzo Gobbo e Rossella Cester, è stata posticipata al 5 aprile 2017, sempre alle ore 17. Ingresso gratuito ore 17 da Piazzetta San Marco 17.
Il Museo Archeologico Nazionale di Venezia vi invita il 10 marzo alle ore 17 alla presentazione del libro “Oltre il mare verso gli estremi confini della terra. Frammenti di tragici greci con illustrazioni dal Museo Archeologico Nazionale di Adria “ di Gabriele Picard, in collaborazione con Giovanna Gambacurta e Maria Cristina Vallicelli. Il volume comprende una scelta dai frammenti dei tre grandi tragici greci Eschilo, Sofocle ed Euripide, accompagnata a immagini di frammenti di ceramica attica dalle collezioni del Museo di Adria. Il connubio di frammenti letterari con frammenti provenienti dal mondo dell’archeologia ha un effetto straordinario. La lettura di questi brevi testi sprona lo spirito, acuisce la curiosità e ci mostra che passato e presente non sono così diversi. Il libro sarà presentato dall’autore, Gabriele Picard, e da Maria Cristina Vallicelli.
Complimenti a tutti i 16 piccoli Ulisse che si sono cimentati domenica 22 gennaio nel percorso “Alla più bella” per famiglie.
Bravi ragazzi! Arrivederci e a presto!
Vi aspettiamo domenica 22 gennaio con il nuovo percorso “Alla più bella” in collaborazione con il Museo Correr. Una caccia al tesoro tra miti ed eroi dell’Iliade e dell’Odissea!

E via così…

Questi contenuti servono a informare gli utenti delle prossime attività del museo, ma non comunicano assolutamente niente di formativo al turista che vuole accedere (pagando). Non raccontano niente dei reperti che espongono. Non stimolano la visita. Non anticipano niente al visitatore. Non cercano il dialogo del pubblico.

Che non mi vengano a dire che il problema è il budget. Perché c’è un solo grande problema in questo tipo di comunicazione ed è la mancanza di competenze.

La cosa che più mi lascia perplesso è che stiamo parlando del Museo archeologico di Venezia, non del museo di un piccolo paese di campagna; al quale, tra l’altro, si accede pagando una cifra sostanziosa.

Ho pagato un biglietto per non imparare assolutamente nulla di nuovo e interessante. Sarebbe stato più onesto mettere fuori dalla porta d’ingresso del Museo un cartello con su scritto “Vietato l’accesso ai non addetti ai lavori, tanto non ci capirete niente”.

Invece no i soldi vengono incassati, ma la comunicazione ai visitatori occasionali viene totalmente dimenticata.

Questa, devo dirlo, è un’occasione persa sia per il turista, che poteva apprendere e allargare i propri orizzonti, sia per il Museo, che poteva porsi come punto di riferimento per far approfondire la storia antica della città e del territorio circostante.

L’improvvisazione nel mondo online è la peggiore delle strategie. Si può sbagliare (anzi è un continuo sbagliare) ma ci deve essere una strategia; un progetto strutturato. Qui manca proprio il palinsesto di base. E non è una questione di budget, perché i post su facebook vengono comunque pubblicati, è una questione di mentalità e di visione.

La verità è che in molti, moltissimi, musei il visitatore viene completamente dimenticato. All’università ne ho viste di gestioni sbagliate della comunicazione, caratterizzate dalla mania di fare tutto da soli senza aprirsi mai ai consigli di chi ne sa un po’ di più.

Le pagine facebook vengono gestite da persone completamente inesperte. La comunicazione è anonima, irrilevante. Manca il dialogo con il pubblico e il rapporto tra i like della pagina e le interazioni è ridicolo. E qui qualcuno può dire che per arrivare a tutti bisogna investire denaro nelle inserzioni pubblicitarie. Che soldi non ce ne sono e che da questo circolo vizioso è difficile uscire.

Non conosco lo stato delle finanze del Museo archeologico di Venezia, anche se a 20 euro a turista credo che un minimo di budget venga messo a disposizione. Tuttavia nel mio piccolo ho trovato una soluzione al problema fondi. Una soluzione a costo zero. Attuabile sia dai grandi sia dai piccoli musei.

La soluzione è di iniziare a creare contenuti utili e formativi per precisi tipi di pubblico.

Con due delle pagine facebook che gestisco, “Fonti storiche online” e Storia del commercio” (due progetti culturali di nicchia, niente a confronto del potenziale che avrebbe il Museo archeologico di Venezia), ho scoperto che si possono raggiungere risultati inaspettati anche a costo zero.

Questo è un esempio dei risultati che ho ottenuto e che i Musei potrebbero triplicare con il potenziale di immagine che hanno >>

https://www.facebook.com/fontistoricheonline/

Come raggiungere questi risultati?

  1. Definire i tipi di pubblico al quale ci si vuole rivolgere;
  2. Pianificare un calendario editoriale accurato;
  3. Creare contenuti utili e formativi usando un linguaggio alla portata di tutti (quindi molto semplice, ma mai banale);
  4. Creare relazioni e dialogo con le persone interessate.

In poche parole mettersi nei panni di chi si trova dall’altra parte. Smetterla di parlare di sé e di farsi pubblicità autoreferenziata. Iniziare a intercettare i reali bisogni del visitatore.


Se vuoi il mio aiuto, puoi scrivermi qui: valenzale22@gmail.com