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Il valore della community per Designers Italia e Developers Italia

Risultati della ricerca quali-quantitativa condotta con gli utenti di Forum Italia e dei canali Slack dedicati a progettisti e sviluppatori di servizi pubblici digitali

di Mauro Filippi e Claudia Pollina

Il valore della community per Designers Italia e Developers Italia

Diffondere buone pratiche di progettazione, promuovere la trasformazione culturale della Pubblica Amministrazione, includere gli utenti nello sviluppo dei servizi: sono questi gli obiettivi riconosciuti a Designers Italia dai partecipanti alla ricerca condotta, nei mesi scorsi, tra i frequentatori delle community Slack e Forum Italia. Un’analisi realizzata insieme al team di Developers Italia al fine di confermare l’efficacia delle iniziative messe in campo, per intercettare, con uno sguardo rivolto al futuro, le necessità delle PA di fronte alle sfide della transizione digitale.

Il questionario per esplorare le community

Dal punto di vista metodologico, ai frequentatori delle community è stato somministrato un questionario anonimo quali-quantitativo, redatto al fine di:

  • delineare il tipo di partecipante delle community Designers Italia e Developers Italia;
  • elaborare le informazioni sulla percezione attuale delle piattaforme e dei servizi offerti alle community;
  • valutare l’attuale utilizzo e l’efficacia dei canali di comunicazione e partecipazione;
  • comprendere i bisogni degli utenti per indirizzare al meglio investimenti e progettualità future;
  • raccogliere informazioni sull’uso degli strumenti come i kit di Designers Italia, le Linee Guida, il Catalogo del riuso e i software development kit (SDK);
  • raccogliere disponibilità e contatti per ulteriori interviste.

La struttura del modello prevedeva risposte aperte, chiuse (a scelta multipla o singola) e con matrici a variabili, ovvero con una serie di domande in sequenza, ciascuna con le stesse opzioni di valutazione. In generale, il questionario era suddiviso nelle seguenti sezioni:

  1. Profilo dei partecipanti (13 domande)
  2. Percezione qualitativa della community (4 domande)
  3. Valutazione dei canali di comunicazione (3 domande)
  4. Partecipazione alla creazione e utilizzo di kit/strumenti (7 domande)
  5. Recruiting per interviste (3 domande)
La struttura del questionario: il flusso delle domande e le percentuali di risposta
La struttura del questionario: il flusso delle domande e le percentuali di risposta

Il primo lancio è avvenuto il 15 dicembre scorso, sotto forma di messaggio di gruppo con notifica su Slack, raggiungendo un pubblico di circa 5.500 iscritti; mentre sulle pagine di Forum Italia (un canale con oltre 8.000 iscritti) è stato inizialmente posizionato un banner informativo. A distanza di una settimana, gli utenti registrati a Forum Italia sono stati coinvolti anche tramite email, con un messaggio privato inviato dalla piattaforma. La risposta a questo secondo invio ha avuto il riscontro maggiore, veicolando il 78% delle risposte, e ha permesso di raggiungere una soglia significativa rispetto al numero complessivo di utenti attivi all’interno dei rispettivi canali.

In totale, nonostante il questionario fosse disponibile dal 15 al 29 dicembre, e quindi nel pieno delle festività natalizie, sono state raccolte 329 risposte. Va sottolineato che la scelta di due diversi canali di distribuzione ha sicuramente influito sui riscontri ottenuti: ad esempio, il 51% dei partecipanti ha indicato proprio Forum Italia come progetto più seguito; e più in generale circa il 60% ha affermato di fare uso esclusivo del canale Forum Italia, mentre il 12% del canale Slack e il restante 20% ha dichiarato di utilizzare entrambi gli strumenti.

Dopo il primo set di domande, utile a delineare il profilo degli utilizzatori, è stato chiesto ai partecipanti di rispondere ai quesiti in base alla community di cui si sentivano maggiori frequentatori. Sul totale delle risposte, il 13% (42 persone) ha indicato Designers Italia, il 30% (98) Developers Italia, mentre la maggior parte non ha indicato nessuna delle due preferenze.

A beneficio della ricerca qualitativa un buon numero di partecipanti (il 24% del totale), a conclusione del questionario, ha accettato l’invito a fornire la propria disponibilità ad un eventuale ricontatto per un’intervista esplorativa.

Uno sguardo ai numeri

L’analisi dei dati anagrafici ha restituito un’immagine abbastanza eterogenea dei partecipanti, senza evidenziare particolari polarizzazioni. Rispetto all’età media, ad esempio, in generale l’intervallo degli utenti rimane compreso tra 16 e 80 anni, con una presenza più marcata di persone appartenenti alla fascia racchiusa tra 36 e 60 anni (più del 60%).

Dal punto di vista del genere, i risultati del questionario rivelano una netta prevalenza del maschile (80%) rispetto a quello femminile (16%), oltre a quello di chi ha preferito non rispondere o ha indicato un genere non binario (4%). I dati rivelano così un tasso di disparità medio del 60%, un numero in linea con le tendenze nazionali nel settore dei tecnici ICT (Information communication technology) e dei progettisti, come sottolineato, ad esempio, nella Rilevazione sulle forze di lavoro condotta dall’Istat nel 2018.

Visualizzazione dei principali dati relativi al profilo dei partecipanti — genere, titolo di studio e occupazione
Visualizzazione dei principali dati relativi al profilo dei partecipanti

Il dato sul titolo di studio conferma, inoltre, per l’intero campione un tasso di scolarizzazione molto elevato: il 60% dichiara infatti di possedere almeno una laurea, e il 37% almeno una licenza superiore. Dal punto di vista professionale, i risultati attestano una community composta in prevalenza da tecnici che si occupano di sviluppo (33%), seguiti dagli occupati nell’ambito della progettazione (16%), distribuiti in maniera abbastanza uniforme tra project management, UX e content design. Una discreta quota di figure professionali rimane in ogni caso ancorata al settore della programmazione, con un decimo dell’intera community che dichiara di occuparsi di amministrazione, e con due fasce, sensibilmente più ristrette, che operano nei settori della comunicazione (4%) e della ricerca (3%).

Guardando in dettaglio i campioni delle due community di Designers Italia e Developers Italia, non stupisce che, a seconda delle appartenenze, si registrino variazioni percentuali collegate a specifiche categorie. Se infatti nel primo caso la percentuale di chi si occupa di progettazione (36%) è nettamente superiore a quella relativa di chi si occupa di sviluppo (21%), per la community di Developers Italia il dato è di segno opposto, con una percentuale di sviluppatori pari al 45% e una di progettisti relativamente più bassa (19%).

Diagramma alluvionale del rapporto ruolo-occupazione dei partecipanti per le community di Designers Italia e Developers Italia
Diagramma alluvionale del rapporto ruolo-occupazione dei partecipanti per le community di Designers Italia e Developers Italia

I dati relativi alla localizzazione geografica dei partecipanti e alle loro sedi fisiche di lavoro hanno invece risentito del momento storico, in particolare della situazione pandemica: in una fase di grande cambiamento di abitudini e regimi lavorativi, tra lavoro agile, turnazioni e contingentamenti, il significato stesso di “sede lavorativa” è mutato radicalmente. Considerando quindi la somma delle località di provenienza dei partecipanti e l’area geografica degli enti a cui fare riferimento, fornita da due partecipanti su tre, si è registrata comunque una copertura totale del territorio nazionale, con risposte provenienti da ogni regione d’Italia.

In base ai dati demografici, da un punto di vista numerico le regioni del Nord hanno fatto registrare un peso nettamente maggiore rispetto a quelle del Sud. Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Toscana e Lazio rappresentano, infatti, da sole, oltre il 50% delle risposte. Un dato mitigato, almeno parzialmente, dalla distribuzione dei rispondenti in base alla città di residenza e di lavoro, che ha visto rappresentati oltre 100 Comuni, con ampiezza e dimensioni variabili.

Circa Il 30% ha infatti indicato come luogo abituale di residenza o di lavoro una grande città, con una popolazione superiore ai 500.000 abitanti. Una fascia leggermente più cospicua di rispondenti (40%) ha indicato, invece, città di medie proporzioni (tra i 100.000 e i 500.000 abitanti), mentre il rimanente 30% proviene da località con una popolazione inferiore ai 100.000 abitanti. L’unica polarizzazione rilevante si è registrata nelle città metropolitane di Roma e Milano, che insieme hanno raccolto il 20% delle risposte totali.

Visualizzazione dei dati relativi al rapporto di lavoro con la PA: approfondimento sulle tipologie
Visualizzazione dei dati relativi al rapporto di lavoro con la PA: approfondimento sulle tipologie

Rapporto di lavoro con la Pubblica amministrazione

Un dato particolarmente rilevante ha fotografato il tipo di rapporto lavorativo che intercorre tra gli utenti delle community e le Pubbliche Amministrazioni. Oltre a ospitare uno spazio di confronto aperto a semplici interessati e cittadini, entrambi i canali funzionano, infatti, da cerniera tra PA e fornitori di servizi, compresi i relativi tecnici e progettisti.

Il questionario ha rilevato che circa la metà dei rispondenti lavora per la PA, suddivisi principalmente tra dipendenti (uno su tre) e consulenti (uno su cinque). Il 25% di chi dichiara di essere dipendente di una Pubblica Amministrazione, specifica, poi, di lavorare per un Comune, mentre si attestano intorno al 15% i dipendenti di PA centrali, Università, enti di ricerca, scuole e Regioni o Province autonome. Inoltre circa la metà dei consulenti che collabora con una PA specifica di lavorare nel ruolo di fornitore tecnologico, mentre uno su quattro dichiara di fornire supporto strategico. La rimanente quota di partecipanti sottolinea, infine, di lavorare per una società in-house oppure, in piccola parte, come freelance.

La fascia di chi dichiara di non avere rapporti lavorativi formali con le PA è costituita, in modo abbastanza eterogeneo, da liberi professionisti, studenti e imprenditori. Se i rispondenti relativi a Designers Italia hanno dichiarato in egual misura di essere consulenti e dipendenti della PA, e soltanto in misura minore lavoratori non subordinati, per la community di Developers il dato mostra invece una prevalenza di persone non dipendenti della PA, a seguire dipendenti e solo in ultimo consulenti.

Percezione della piattaforma Designers Italia e dei servizi offerti alla community

Come confermato dai dati, la maggior parte dei partecipanti ha conosciuto le community nel corso del 2017, anno in cui sono state realizzate diverse iniziative di promozione dell’allora Team per la Trasformazione Digitale. Lo stesso canale Slack era nato, ad esempio, per supportare le attività e la comunicazione di Hack Developers, evento organizzato nell’ottobre 2017.

Circa il 30% dei rispondenti ha conosciuto Designers Italia grazie alla buona indicizzazione del sito; un altro 23% ha utilizzato le risorse messe a disposizione per “supportare un progetto per la PA”, mentre il 13% è arrivato a Designers Italia tramite AgID e le Linee Guida di design per i servizi digitali della PA, e un ulteriore 10% grazie a dei contatti personali, con il restante 24% che indica come punti di contatto gli articoli su Medium, i social media e la newsletter, quest’ultima al momento in fase di revisione.

Dalle risposte al questionario emerge così che un partecipante su due è interessato a Designers Italia principalmente come supporto all’attività lavorativa. Il secondo motivo di contatto (pari al 20% delle risposte) è dato dall’interesse nei confronti dei processi di trasformazione digitale della PA italiana, in modo da essere aggiornati sul fronte della digitalizzazione e dell’ICT; e se il design system insieme alle risorse di Designers Italia interessano il 15% dei rispondenti, il 12% intende fare parte della community e, infine, circa il 5% vorrebbe contribuire attivamente al progetto.

Questi ultimi dati propongono spunti per un’ulteriore ricerca sulla capacità della community di Designers Italia, e più in generale di tutte le community di design, a collaborare in modo aperto e condiviso: il design system, i modelli per i siti di Comuni e scuole, e i progetti sono aperti e disponibili sul sito e su GitHub, e la partecipazione della community dei designer e professionisti, interni ed esterni alla PA, è qualcosa che auspichiamo e ci impegniamo a consolidare.

È possibile infatti prendere parte attivamente all’evoluzione di Designers Italia in diversi modi, dalla condivisione di idee e best practice, allo sviluppo delle linee guida di design, all’uso e alla diffusione delle soluzioni proposte.

Il paradigma dell’open source, ormai ovunque nell’ICT, sembra spingere anche il design nella direzione dell’apertura, della condivisione e del riuso. Potrebbe essere il momento giusto per iniziare a parlare di open design, in particolare nel contesto della PA

Ad oggi, infatti, l’idea di un design aperto, condiviso, modificabile e in continuo miglioramento risulta applicato prevalentemente all’ambito dei makers, mentre potrebbe essere interessante iniziare a sperimentare il tema anche nelle discipline legate alla progettazione dell’esperienza.

Una “nuvola” di parole

Grazie a tecniche di analisi e di clustering, è stato inoltre possibile individuare una serie di parole chiave utilizzate dai partecipanti per descrivere Designers Italia e Developers Italia, sia in termini progettuali sia qualitativi.

Ad esempio le finalità di Developers Italia sono state indicate dai partecipanti in maniera molto precisa, e rispondono agli obiettivi di:

  • diffondere buone pratiche di progettazione/sviluppo di servizi;
  • promuovere lo sviluppo e l’adozione di software open source all’interno della PA;
  • promuovere la trasformazione culturale delle Pubbliche Amministrazioni;
  • far risparmiare e migliorare la qualità complessiva del software;
  • fornire soluzioni pronte all’uso per rispondere ai bisogni della PA;
  • incrementare la trasparenza dell’azione amministrativa.

Developers Italia è descritto inoltre come “un progetto ambizioso”, che favorisce le sinergie di più figure professionali, come la collaborazione tra designer e sviluppatori. “Trasparenza”, “innovazione”, “apertura” e “qualità” sono le parole utilizzate maggiormente per delineare le sue peculiarità positive, mentre “confuso”, “ancora non consolidato” e “difficile da capire” sono gli attributi che ne denotano le aree dove migliorare.

Nuvola di parole che rappresenta le principali qualità (positive e meno positive) di Designers Italia
Nuvola di parole che rappresenta le principali qualità di Designers Italia

Anche per Designers Italia gli obiettivi di fondo vengono percepiti con molta chiarezza dalla community, e risultano particolarmente in linea con vision e mission di progetto, ovvero:

  • sviluppare servizi pubblici digitali;
  • mettere i cittadini al centro;
  • progettare “con metodo” la PA di domani;
  • creare coerenza e standardizzare gli strumenti (grazie al design system e ai modelli di siti per scuole e Comuni);
  • rendere accessibile, digitalizzare, semplificare e migliorare la PA;
  • far risparmiare le PA;
  • aiutare a sviluppare competenze in ambito digitale.

Per quanto riguarda, invece, l’ambito qualitativo, Designers Italia viene descritto nei suoi aspetti positivi come “utile”, “trasparente”, “sfidante”, “innovativo”, “completo”, “collaborativo” e “con buone prospettive”. Non meno importanti, anzi estremamente utili proprio in questa fase di revisione e ripartenza, sono le qualità un po’ meno positive, che tratteggiano il progetto come “complesso”, “disordinato”, “non di facile consultazione” ed “eccessivamente carico di informazioni”. Parole chiave che rappresentano, per noi, concrete opportunità di miglioramento.

Valutazione dei canali e degli strumenti messi a disposizione

Nell’ultima sezione del questionario sono stati messi al vaglio i canali di comunicazione e gli strumenti a disposizione degli utenti. Per i membri di entrambe le community, Github viene considerato il canale più utile: proprio da Github, infatti, grazie a dei repository pubblici, è possibile scaricare i componenti del design system di Designers Italia come i wireframe kit per prototipare i flussi di navigazione, lo UI kit per costruire l’interfaccia utente di dettaglio, e anche il corrispondente kit di sviluppo frontend Bootstrap Italia. Seguono per utilità entrambi i siti web di Designers Italia e di Developers Italia.

Anche Forum Italia è indicato come estremamente utile da entrambe le community, mentre Slack, per quanto sia noto, è considerato più valido dai rispondenti di Developers Italia, grazie anche al grande numero di canali legati ai temi di sviluppo. I canali più social come Medium, Twitter e Behance hanno invece una funzione secondaria, e in alcuni casi non sono neppure conosciuti.

Parlando invece degli strumenti messi a disposizione, quelli più utilizzati risultano essere proprio Bootstrap Italia, e i Kit di Designers Italia, utili in particolar modo alla progettazione e allo sviluppo dei siti web della PA, oltre che all’implementazione di SPID (il Sistema pubblico di identità digitale). Circa il 53% dei rispondenti afferma infatti di aver utilizzato le risorse di Designers Italia e Developer Italia “per la realizzazione di un progetto”, anche se è importante ricordare che, in questa fase del questionario, i rispondenti sono solo il 39% del totale (la restante parte ha infatti preferito non rispondere alle domande relative alla percezione e alla valutazione dei canali).

Del tutto peculiare, invece, la valutazione del Catalogo del riuso, il catalogo aperto di software open source pensato per mettere a disposizione, in ottica di riuso, il codice sorgente delle applicazioni utilizzate dalla PA. In questo caso, infatti, il ruolo e l’occupazione del rispondente sono risultate determinanti nella valutazione dello strumento. Ad oggi sul catalogo sono disponibili 176 software, riusati da 1.737 Pubbliche Amministrazioni: la valutazione però oscilla tra il “molto utile” indicato da sviluppatori, programmatori e project manager che lavorano per la PA, e la scarsa considerazione di chi non collabora abitualmente con enti pubblici e amministrazioni.

Report completo dei risultati del questionario

Prossimi passi

Condurre una ricerca così approfondita ci ha permesso di raccogliere, in breve tempo, una buona quantità di dati sia quantitativi sia qualitativi, necessari a elaborare insights e definire azioni di miglioramento ed esplorazione supplementari, a beneficio non solo delle due community.

Seguendo i principi delle Linee guida di design, le PA dovrebbero infatti partire dalle esigenze dei propri cittadini per pensare, costruire e affinare i propri servizi, e in una logica del miglioramento continuo queste attività dovrebbero essere ripetute con costanza nel tempo

Sono esattamente i principi applicati dai team di Designers Italia e Developers Italia. Uno dei risultati tangibili dell’attività di ricerca svolta, infatti, è già in cantiere: stiamo lavorando alla creazione di una specifica risorsa dedicata alla ricerca quantitativa che supporti la pianificazione, creazione, distribuzione e elaborazione di questionari strutturati, un nuovo kit metodologico che andrà ad affiancare quelli già disponibili su Designers Italia.

Un altro passo riguarderà l’integrazione nella riprogettazione dei siti di Designers Italia e Developers Italia delle informazioni individuate grazie alla ricerca; e c’è ancora un elemento, probabilmente non ultimo, da evidenziare, ovvero che le risposte aiutano a formulare domande migliori. Come dicevamo, ad esempio, in piena pandemia e con l’avvento del paradigma del lavoro agile la risposta alla domanda “dove lavori?” lascia ai rispondenti un grado di interpretazione molto più ampio, che rischia di inficiare la comparabilità delle risposte e quindi la rappresentatività del campione.

E ancora, quando una grande fetta di partecipanti risponde a una domanda a scelta multipla selezionando l’opzione “altro”, significa che l’assunzione fatta in fase di costruzione del questionario non riflette la reale posizione dei partecipanti. Nel nostro caso questa situazione è stata particolarmente evidente nelle categorie relative a occupazione e ruolo professionale, lasciando intuire scenari diversi da quelli considerati in fase di progettazione del questionario.

È grazie a questi “feedback indiretti”, però, che possiamo continuare a migliorare. E vorremmo quindi ringraziare tutti coloro che hanno partecipato al questionario, insieme alle persone che hanno dato la propria disponibilità a essere contattate per la serie di interviste che abbiamo avviato nei giorni scorsi: questi risultati sono merito vostro. Per il futuro auspichiamo di poter condividere in forma aperta i dati ottenuti, in modo da promuovere ulteriori elaborazioni.

Se avete idee o feedback su questa ricerca, vi aspettiamo su Slack e Forum Italia.

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Claudia Pollina

Claudia Pollina

Service Designer @ Dipartimento per la trasformazione digitale. claudiapollina.me

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