LO SLOW BUSINESS (TUTTO SLOVENO) DELLE BICI SU MISURA IN LEGNO

fonte: www.woodsterbikes.com

Bici cruiser su misura, in legno. Può sembrare un prodotto insolito, quasi ossimorico, e invece è la creazione di Woodster Bikes, azienda slovena ad alto tasso di artigianalità (e tranquillità) fondata dal maestro del legno Iztok Mohorič e da Gregor Cuzak, imprenditore ed esperto di marketing. Sia chiaro: nessuno può stupirsi che bici del genere vengano proprio dalla Slovenia! Nel piccolo paese mitteleuropeo il legno di qualità abbonda, grazie a una gestione sapiente del patrimonio forestale nazionale.

Ancora, nel “cuore verde d’Europa”, famoso per la sua qualità della vita e i suoi ritmi tranquilli, l’artigianato continua a essere praticato con passione, ad esempio a Kropa, antico centro europeo di lavorazione del ferro, e Ribnica, rinomata per la maestria dei suoi falegnami. La Slovenia, poi, ama le bici, e soprattutto il design di qualità, come si può vedere ad esempio al MAO (Muzej za arhitekturo in oblikovanje), il Museo di architettura e design a Lubiana.

fonte: www.woodsterbikes.com

Le bici Woodster sono senz’altro un bell’esempio di Made in Slovenia. Eleganti ed ecologiche, sono chiaramente concepite per i veri intenditori. Se bisogna trovargli un difetto, è che in Italia sono ancora poco conosciute, specialmente considerando che anche il nostro paese ama moltissimo tanto le bici che il design. In questo post c’è qualche foto, e ciò che balza agli occhi è il calore e il confort che un materiale come il legno sa irradiare. Abbiamo scambiato due parole con Cuzak, che esporrà le sue bici in occasione della Design Week di Milano, nell’ambito dello Slovenia Design Showroom. Ecco cosa ci ha raccontato.

Come hai iniziato Gregor? Raccontaci qualcosa della tua carriera.

Ho lavorato nel marketing e nella consulenza per tutta la mia vita. Ho iniziato circa 20 anni fa…

E qual è la filosofia che anima Woodster Bikes?

Le nostre bici sono belle, ecologiche e si guidano bene. Certo, la bellezza è nell’occhio di chi guarda, ma qui non si tratta solo di estetica. La nostra azienda opera in un modo che noi chiamiamo “slow business”, cioè ci assicuriamo che il nostro team si prenda tutto il tempo necessario per pensare con cura ogni dettaglio. Nella gran parte dei casi noi non consentiamo alle deadline di dettarci i tempi, perché vogliamo raggiungere i risultati qualitativamente migliori, ma anche goderci il nostro lavoro, e tenere lo stress fuori dall’azienda. Questo ci permette di avere una prospettiva molto rilassata e positiva nei confronti di ogni bici, dal primo giorno di lavoro sino alla fine, e una grande cultura aziendale.

Non amiamo questa parola, ma qual è la vostra vision aziendale?

La vision è far sì che le bici Woodster seguano la concezione post-darwiniana spiegata da Freeman Dyson nel suo leggendario articolo Our Biotech Future, pubblicato nel 2007.

Cioè?

Dyson dice che alla stregua degli archibatteri, le persone impareranno a organizzarsi in società capaci di condividere l’innovazione orizzontalmente. Una volta si riteneva che gli archibatteri e i batteri fossero lo stesso tipo di organismo. Ma poi il microbiologo Carl Woese scoprì che archibatteri e batteri sono radicalmente diversi nel modo in cui condividono l’innovazione genetica. Nei batteri, ma anche nelle piante, negli animali e negli umani, il genoma è condiviso dai genitori solo con la prole. Non negli archibatteri: quando il loro genoma trova una mutazione utile, un’innovazione, essi la condividono con gli archibatteri vicini, fornendogli una copia dei nuovi geni. Così, mentre il darwinismo significa che l’innovazione si muove verticalmente (dai genitori ai figli) il post-darwinismo implica un’innovazione orizzontale, che si sposta da un vicino all’altro.

Carl Woese, il più grande biologo dai tempi di Darwin

Per quanto concerne Wooster Bikes, ciò significa che vogliamo far circolare per il mondo le nostre idee, non necessariamente le nostre bici. È di gran lunga più ecologico muovere bit che atomi. Inoltre il legno esiste ovunque, così come la conoscenza della falegnameria e anche la capacità di fare bici. Si tratta di tecnologie presenti in ogni angolo del mondo, insomma. Noi di Woodster Bikes offriremo i nostri progetti gratuitamente a chiunque voglia realizzare la bici per se stesso. Se invece vuole mettersi a vendere bici, avrà bisogno di una licenza da noi. In questo modo potremo fornirgli un’adeguata formazione, e ci assicureremo che la qualità del prodotto raggiunga gli standard previsti, e che l’azienda produca bici con la nostra stessa filosofia.

Ma scusa: una bici in legno, su misura… perché?

Perché no?

OK [RISATE]. Ci puoi raccontare qualcosa della tua azienda?

È una storia semplice. Iztok Mohorič voleva disegnare e produrre una bella bici, e io volevo renderla un prodotto globale. Abbiamo iniziato a lavorare insieme, e la nostra storia ha continuato ad evolversi da allora. In questo momento il team di Woodster Bikes è composto da 5 persone.

fonte: www.woodsterbikes.com

Usate solo strumenti tradizionali, o anche tecnologie del digital manufacturing come le stampanti 3D?

Entrambe. Il taglio primario del telaio avviene con una fresa CNC, ma tutti i bordi sono lavorati a mano. Nel caso del legno vecchio di 1700 anni che abbiamo usato per la Woodster Dragon, la materia prima era molto delicata, così il lavoro manuale è stato assai di più.

fonte: www.woodsterbikes.com

Quali sono le vostre prossime mosse?

Stiamo migliorando le geometrie delle bici. Stiamo anche potenziando il kit di equipaggiamento associato alle Woodster Bikes. Dopodiché proveremo le nostre bici con degli amici in alcune tra le città più interessanti d’Europa. L’idea è di raccogliere feedback, non di premere sulle vendite, per ora. Pensiamo di avere ancora tanta strada da fare per essere all’altezza della vision che ci siamo posti.

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