RI — MEDIAMO!

claudia dani
Jun 27, 2020 · 3 min read

Come formiamo i nostri stereotipi? e come possiamo crearne di “buoni”? Un’ipotesi di ri-mediazione culturale a partire dalle parole. Come funziona la costruzione della visione del mondo che ci facciamo? Parole e immagini.

C’è il mondo. Quello in cui viviamo. Quel mondo è percepito/ vissuto/ esperito/ raccontato tramite una visione e una successiva condivisione con altri della stessa visione.

Quella interpretazione e condivisione creano stereotipi e prototipi delle “cose” del mondo. In parole semplici: tutto ciò che esiste di cui le persone fanno esperienza e vedono.

image by Jon Tyson

Prototipi e stereotipi diventano così gli strumenti di interpretazione del mondo e dello stare al mondo.

Ok bene! tutto qui?

Attenzione!

Se lo stereotipo che si diffonde non è proprio corretto per tutt*? che si fa? vediamo come si può ri-mediare!

  1. ripetita iuvant — le cose ripetute aiutano — (ce lo insegnano molto bene i vecchi stereotipi) perché non dovrebbe valere per i nuovi?

Utilizzare nuove forme espressive, nuove immagini per raccontare uomini e donne così che ripetuti entrino nel linguaggio comune e di conseguenza nella cultura. Queste “nuove” paroline magiche devono contenere l’importanza della relazione e le differenze esistenti fra le persone (fondamentali e corrette).

2. decostruzione dei testi visivi — mamma che frase, fa paura! — tradotto: comprendere che l’immagine (tutto, post, foto…) è una costruzione, è stata creata.

Come viene costruita un’immagine pubblicitaria? Come viene costruita l’immagine di una personalità? Come costruiamo la nostra immagine su Instagram? Partendo dal presupposto che è creata ad hoc spiegando e spezzetando pezzo a pezzo una foto in primo piano ritoccata, facendo notare l’inclinazione della testa o la posizione di labbra e mani diveniamo consapevoli che alle spalle di quello che ci circonda/che vediamo/che condividiamo c’è una costruzione/progettazione che spesso noi stesse facciamo senza nemmeno rendercene conto.

Come spezzettiamo un testo? Leggendolo e notando se sia possibile individuare una scelta nel tipo di parole usate, ci sono frasi frasi fatte, quale è il tono?

Ok! E ora? Con i punti 1(ripetere, ripetere, ripetere le nuove parole) e 2 (fare a pezzettini i contenuti) dovremmo ottenere CURIOSITA’ — il motore della nostra mente — e dopo criticità, analisi e domande.

Cioè: mmmm, ma davvero?!e perché? quindi forse… e nemmeno… o forse si ok vediamo un attimo e riproviamo…

Ecco che il miracolo si è compiuto… una nuova costruzione sociale e culturale.

Ma forse semplifico troppo? Perché nessuno lo ha fatto fino ad oggi? Ditemi che pensate.

Sto pensando di scrivere una serie di esempi concreti di nuove terminologie e di decostruzione della visione, insomma sto pensando di mettere nero su bianco esempi concreti per ri-mediare!

Consigli di lettura: non perdetevi il lavoro di Lorella Zanardo. E quello di Monica Lanfranco.

Iniziamo a scegliere le parole!

image by Kevin Grieve

imperativo femminile

una rassegna su imposizioni, luoghi comuni, banalità…

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