Sicurezza e legalità, come si vive a Genova?

A Genova si vive sicuri o no? Quali o quanti reati si commettono? Abbiamo risposto a queste domande analizzando i dati dell’ISTAT e comparandoli con quelli di altre grandi città del Nord Italia.

La risposta è che Genova è una delle città più sicure e che negli ultimi anni il numero di delitti commessi è diminuito, unico caso tra le città prese in considerazione.

Nonostante questi dati lampanti le pagine dei giornali ospitano sempre più spesso notizie di cronaca e un intenso dibattito tra le forze politiche sul tema della “sicurezza”. Lega e destra da anni insistono su questo tema, spesso alzando i toni oltre misura.

Noi pensiamo che la buona politica debba provare a capire come stanno davvero le cose e si debba impegnare per spiegarle ai cittadini, evitando le semplificazioni e mettendo tutti nelle condizioni di esprimere giudizi consapevoli.

Per questo abbiamo svolto un lavoro di indagine sulla città, analizzando i dati sociali, economici e demografici quartiere per quartiere e abbiamo avviato una consultazione pubblica per capire insieme i problemi e pensare la “prossima Genova”.

Puoi partecipare alla consultazione rispondendo a un questionario.

Sappiamo bene quanto la paura e l’insicurezza che tanti cittadini provano è reale. Ed è anche giustificata. Ma non dalla criminalità.

Ad esempio, a Genova il 38% degli anziani sopra i 75 anni vive solo. Una percentuale che aumenta ancora nelle periferie.

Una della mappe interattive che compongono lo studio “Prossima Genova” sui quartieri della città. In particolare la distruzione degli anziani over 75 che vivono soli.

La solitudine genera paura e insicurezza. Non vale solo per gli anziani ma per tutti quelli che, in un modo o nell’altro, si ritrovano ai margini della società.

Abbiamo iniziato a lanciare alcune proposte per ridare un’anima alle nostre periferie e avvicinare i servizi ai cittadini.

Non lasciamo indietro nessuno, così possiamo vincere la paura.


Lo studio su sicurezza e legalità

L’ISTAT ci permette di analizzare, partendo da dati oggettivi, le effettive condizioni di sicurezza a Genova, sia nell’evoluzione storica in città degli ultimi cinque anni, dal 2010 al 2014, sia nel confronto coi principali Comuni dell’Italia settentrionale (Torino, Milano, Verona, Venezia, Bologna e Firenze, oltre Genova stessa). Le cifre fornite dall’Istituto riguardano il numero assoluto di delitti denunciati dalle Forze di polizia all’Autorità giudiziaria nel corso di un anno; per le elaborazioni sui dati rispetto agli abitanti dei Comuni, possiamo rifarci ai calcoli ISTAT della popolazione residente al 1º gennaio di ogni anno successivo.

Emerge nel complesso, rispetto ai delitti denunciati, che Genova è una città più sicura nel 2014 rispetto al 2010 e si mantiene una delle città più sicure tra le grandi aree urbane dell’Italia settentrionale.

Il primo grafico mostra i numeri assoluti per alcuni delitti a Genova. Le cifre marcate in corrispondenza delle ultime colonne di ciascuna serie si riferiscono al dato per il 2014. La scala è logaritmica in ragione della grande disparità di valori.

Scala logaritmica. La scala logaritmica è una forma di rappresentazione grafica dei numeri (reali) positivi che, a differenza di una normale scala lineare, consente di mettere a confronto facilmente valori con diversi ordini di grandezza. Di fatto, la scala logaritmica comprime le cifre in intervalli più piccoli e facili da osservare.

È possibile definire una mediana del numero assoluto di delitti nel quinquennio. Dal 2010 al 2014, così, è pari a 3 il numero mediano di omicidi volontari consumati, 16 i tentati omicidi, 132 le percosse, 59 le violenze sessuali e 5 gli atti sessuali con minorenne, 20.703 i furti nel complesso, 533 le rapine, 526 i delitti in riferimento alla normativa sugli stupefacenti e 42.268 il numero complessivo di delitti denunciati. La popolazione residente a Genova negli anni considerati è oscillata tra i 582 e i 609 mila abitanti.

Media e mediana. La media (aritmetica) è pari alla somma di tutti i valori divisa per il numero di dati presi in considerazione. La mediana invece corrisponde al valore centrale della serie di dati. Molto spesso media e mediana tendono a coincidere, in particolare quando la distribuzione dei dati è simmetrica. Il vantaggio di utilizzare la mediana è che presenta un valore più stabile, non influenzato da eventuali dati estremi anomali.

Possiamo leggere, innanzitutto, i dati nella sequenza storica a Genova: i prossimi due grafici rappresentano la variazione del numero di delitti nel 2014 sul 2010, rispettivamente in termini assoluti e percentuali.

Il numero di delitti è sceso. I delitti totali si sono ridotti di circa 3.400 denunce, pari all’8% in meno. Tra i delitti presi in considerazione, sono scesi gli omicidi volontari consumati (da 8 a 1, pari all’88% in meno), ma sono raddoppiati i tentati omicidi (da 16 a 32); sono calati i furti nel complesso (573 in meno, pari al 3% di riduzione), grazie alla diminuzione di furti con strappo (75 in meno), nei negozi (236 in meno), in auto (583 in meno) e di auto (543 in meno), ma sono aumentati quelli in abitazione (del 55%, pari a 715 in più); sono di poco aumentate le rapine (del 2%, pari a 10 denunce in più), a causa principalmente dell’aumento di quelle nei negozi (17 in più, pari al 23%) a fronte della riduzione delle rapine in strada (26 in meno, pari al 9%).

La variazione del numero di delitti negli ultimi anni. Clicca sulle grafiche per ingrandirle.

Per inquadrare i valori riferiti a Genova in un contesto e analizzarli in modo critico, possiamo quindi compararli con gli stessi dati per gli altri grandi Comuni dell’Italia settentrionale: Torino, Milano, Verona, Venezia, Bologna e Firenze.

L’indice di delitti per 100.000 abitanti nel 2014 vede Genova al di sotto del valore mediano dei grandi Comuni dell’Italia del Nord in tutte le categorie considerate, eccetto i tentati omicidi.

L’indice di delitti per 100.000 abitanti a Genova può essere anche reso come una percentuale del valore mediano dei Comuni maggiori del Nord. In questo modo, un valore superiore al 100% indica che a Genova sono stati denunciati relativamente più delitti rispetto alla mediana dei principali Comuni settentrionali, mentre un valore inferiore al 100% rappresenta meno delitti denunciati. Non solo nel 2014 a Genova sono stati denunciati meno delitti per 100.000 abitanti in quasi tutte le categorie: lo stesso è avvenuto in tutti gli anni precedenti e come si vede è un caso raro che a Genova vengano denunciati più delitti in una certa categoria rispetto alla mediana dei grandi Comuni settentrionali.

L’indice di delitti denunciati per 100.000 abitanti a Genova, oltre mantenersi al di sotto della mediana dei Comuni principali del Nord, è migliorato nel paragone in diverse categorie. Per quanto riguarda il numero di delitti complessivi, è passato dall’81% della mediana dei grandi Comuni settentrionali nel 2010 al 74% nel 2014; per i furti complessivi, è sceso dal 77% al 59% della mediana; per i furti in abitazione, dal 73% al 61%; per le rapine complessive, dall’83% al 68%. In altre parole, a Genova è denunciato un quarto in meno di tutti i delitti denunciati in mediana nei grandi Comuni del Nord, circa il 40% in meno di furti e oltre il 30% in meno di rapine.


Tutti i dati nel dettaglio, divisi per tipologia di delitto

Nel dettaglio, Genova è la città con l’indice minore di omicidi dal 2013, in calo nel quinquennio. È invece purtroppo la prima città per tentati omicidi, in crescita sull’anno precedente, dopo essere rimasta entro la mediana nel periodo di cinque anni.

È la città col minore indice di percosse, stabilmente dal 2010.

È anche tra le città col minore indice di violenze sessuali, ma in crescita dal 2010.

In tutto il quinquennio Genova è rimasta tra le città con meno denunce per 100.000 abitanti di delitti per atti sessuali con minorenni.

È costantemente tra le città con l’indice minore di furti complessivi. Per quanto riguarda il numero totale e i furti in abitazione, nei negozi e nelle auto in sosta è la città coll’indice minore in assoluto nel 2014.

È tra le città col minor numero di rapine per 100.000 abitanti, in particolare per quanto riguarda quelle in abitazione.

Presenta tra gli indici minori anche per le denunce di delitti in materia di normativa sugli stupefacenti.

Guardando l’indice complessivo di delitti denunciati, in tutto il quinquennio Genova si è collocata con Venezia e Verona visibilmente al di sotto delle altre città. Tra questi tre Comuni, il nostro è l’unico dove l’indice sia diminuito nel tempo. In più, Genova è l’unico Comune tra tutti quelli considerati dove l’indice sia sceso.

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