Ecco come abbiamo costruito RicostruzioneTrasparente.it (e come funziona)

Quando due anni fa all’interno dell’associazione Ondata abbiamo iniziato a lavorare a questo progetto, siamo partiti come al solito dal foglio bianco. L’unica idea era: mettere assieme i dati che riguardassero il cosiddetto #TerremotoCentroIalia. Temevamo un certo delirio nel prendere i dati da così tante fonti diverse della Pubblica amministrazione, ma (io) non mi aspettavo un delirio di queste dimensioni. Questo delirio è dovuto a enormi differenze di approccio nelle Pubbliche amministrazioni di fronte alla domanda? «Come gestisco i miei dati?». E poiché non esiste una strategia complessiva condivisa da tutti sulle policy di gestione dei “dati pubblici”.

A distanza di due anni, grazie a una fantastica raccolta di crowfunding e un finanziamento di Google Digital News Initiative e grazie al team che ci ha lavorato, quei dati sono oggi raccolti su RicostruzioneTrasparente.it — peraltro un nome che dice il contrario della realtà, perché la ricostruzione in moltissimi casi non è neppure cominciata. Ecco, magari trasparente in questo senso.

In questo post di Lorenzo Perone c’è una spiegazione approfondita su come funziona la piattaforma. È per gli addetti ai lavori, non ci aspettiamo che i cittadini finali lo usino molto. Oggi è estremamente più facile per un avvocato ad esempio verificare su Ricostruzione Trasparente se il Comune ha pubblicato in albo pretorio l’atto che aspettava.

Insomma, le cose importanti credo di averle dette tutte. Per chi vuole approfondire, qui c’è tutta la raccolta di articoli che raccontano gli step del progetto.


Piccolo restroscena: quando abbiamo iniziato a lavorarci, se cercavi “ricostruzione trasparente” su google, ti ritrovavi davanti alla lista di prodotti sulla ricostruzione delle unghie! :-)