Il Nord

Luca Pozzi
Stile Libero
Published in
18 min readOct 25, 2021

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In questo post racconterò la storia della mia traversata del Canale del Nord, cosa ha significato per me, e come mi sono preparato ad affrontarla.

A più di un mese dopo la mia traversata non mi pare ancora vero e sto ancora processando la sensazione di vittoria e leccandomi le ferite, ma sto andando troppo avanti……

Il Canale del Nord

Il Canale del Nord é uno dei canali più difficili al mondo. Parte degli Oceans Seven, 34.5km (21.4 miglia) tra l’Irlanda del Nord e la Scozia. La Temperatura dell’acqua é in media tra gli 11C e i15C (51F -59F), molto più freddo del Canale della Manica. Il tempo é anche molto volatile e il vento può alzarsi senza preavviso. La traversata é perpendicolare alle correnti, come per la Manica, ma le maree sono molto più brevi, quindi il nuotatore ha una finestra più breve del solito, e può essere trascinato così fuori corso da rendere la traversata impossibile.

Le Lion’s Mane Jellyfish (Criniera di Leone) sono sinonimo del Canale del Nord! Queste bestiole possono diventare piuttosto grandi e sono estremamente velenose. É abbastanza comune che un nuotatore abbia uno shock anafilattico in seguito ad un incontro, e in alcuni casi la situazione può essere molto seria.

Paure, Debolezze, e l’Allenamento

Come ho anticipato, il Canale del Nord é famoso per due ostacoli: le acque Molto Fredde, e Meduse molto pericolose.

Non sono mai stato particolarmente portato per le acque fredde. Da ragazzino tremavo incontrollabilmente quando, in Inverno (ma anche in Estate), l’acqua della piscina non era propriamente riscaldata. Quando ho iniziato a nuotare in Baia senza muta mi veniva sempre freddo prima che ai miei amici. Durante la mia prima maratona natatoria, le 5 Coves of Death, mi sarei ritirato se non fosse stato per Andrew, che mi motivò a finire l’ultimo giro, del quale ricordo molto poco.

Con le meduse ho anche avuto problemi in passato. Durante la mia prima gara in acque aperte, a San Terenzo, nel Golfo dei Poeti, quando avevo 16 anni (20 anni or sono), mi ritirai perché ero terrorizzato dalle tante meduse. Mi ricordo ancora gli incubi che ebbi la notte, sognando di quei palloncini spettrali che mi rimbalzavano addosso.

Ho iniziato a nuotare nella Baia quando Kim Chambers ha completato gli Ocean Seven. Le storie della sua traversata del Canale del Nord mi sembravano storie di fantascienza: non riuscivo ad immaginare come poter passare dai miei 20'-30' a 15C a più di 10 ore in acqua attorno ai 13C!

Man mano che ho iniziato ad interessarmi più seriamente a questo sport ho iniziato a sognare di confrontarmi con questa enorme sfida. Ho iniziato a incontrare altri pazzi come me che mi hanno supportato e insegnato tantissimo, e mi hanno convinto a pensarci seriamente, anche se non volevo ammetterlo a voce alta. Finalmente, nel 2018, con la mia complice, Lauren Lesyna, ci siamo decisi e abbiamo scritto a Pàdraig (uno dei migliori piloti della compagnia più affidabile e competente sul Canale del Nord: Infinity).

Abbiamo prenotato per il 2021, che sembrava abbastanza nel futuro… Il nostro piano era di usare l’allenamento per la Manica nel 2020 come trampolino per il Canale del Nord, così ci tuffammo (non solo figurativamente) nell’allenarci duramente durante l’inverno per abituarci all’acqua fredda, solo per essere interrotti dalla pandemia di COVID-19… il resto dell’anno proseguì senza particolari impegni, e ricominciammo ad allenarci in Ottobre, con l’andata e ritorno da Angel Island. Da lì, con i club ancora chiusi, abbiamo affrontato l’inverno, allenandoci duramente, nuotando dalla spiaggia, cambiandoci in macchina e usando il riscaldamento come sauna personale. Ovviamente la mancanza della stampella della sauna ha aiutato tantissimo in abituarsi al freddo e a silenziare le insicurezze.

Con Lauren abbiamo formato un vero e proprio Dream Team, e abbiamo passato questi duri mesi motivandoci l’un l’altra. Lei é tosta e indistruttibile , e allenandomi con lei mi ha ispirato a dare il meglio di me e non arrendermi mai. Ovviamente abbiamo avuto abbondanza di momenti per rilassarci, galleggiare, chiacchierare e perder tempo entrando in acqua, ad eccezione delle volte quando Randy era lì a farci sbrigare. Ma abbiamo avuto anche molti nuotate freddissime e lunghe (e.g. 4 ore in meno di 11C…). Durante l’inverno abbiamo nuotato 6 giorni alla settimana, tuffandoci nell’oscurità prima di connetterci per il lavoro, e tornando nel week end per nuotate di 3–4 ore. Abbiamo anche avuto nuotate più lunghe con Sylvia di Pacific Open Water Swim Co.: due sessioni di 6 ore e due di 8 ore, eccellente preparazione. Sylvia é uno dei piloti più esperti sulla piazza, lei stessa una tosta maratoneta del nuoto, ed un’ottima Amica.

Nella Baia con Lauren & Sylvia

Alla fine di Febbraio abbiamo affrontato il nostro “qualifier” (molte traversate richiedono una qualifica, di solito 6 ore ad una certa temperatura, nel caso del canale del Nord 6 ore sotto i 13C), e lì ho incontrato l’ostacolo più grande: le mie anche, contratte dai crampi, si sono bloccate e sono riuscito a malapena ad arrivare alle 6 ore. Le otto ore il mese successivo si sono concluse a 6 ore e 50' quando la mia gamba destra ha smesso di collaborare.

La causa di questo era la mancanza di allenamento a secco e il lavoro sedentario che hanno causato tensione nelle anche e nei quadricipiti che causavano terribili crampi e irrigidivano le gambe al punto di non potermi più muovere.

Devo ringraziare Erin e Albert per avermi rimesso in sesto: allenamenti a secco due volte la settimana e sessioni settimanali di fisioterapia e cupping hanno finalmente dato i risultati tanto attesi e in un paio di mesi sono finalmente riuscito a lasciarmi i dolori alle spalle e a nuotare per 8 ore senza problemi!

Nel frattempo Lauren ha trionfato nel Canale del Nord il primo di Luglio e io, ispirato dal suo successo, non stavo più nella pelle per avere la mia chance. Ho passato gli ultimi due mesi a farmi docce fredde (odio la doccia fredda), siccome la Baia si era scaldata troppo e dovevo mantenere l’abitudine alle acque fredde. Dopo svariate andata e ritorno tra il golden Gate e il club con i miei South Enders preferiti (Ariana, Zach, Peter, Maryam, Fiona, Andrew, etc.) é finalmente giunta l’ora di partire per l’Irlanda!

Donaghadee & i Dunkers

Dopo aver contato i minuti per un mese, visualizzando e addirittura sognando la traversata, mantenendo l’acclimazione con docce fredde e tagliando il consumo di alcool, rifacendo la valigia, preparata un mese prima della partenza, controllando e ricontrollando tutto, é finalmente arrivato il momento di partire.

Viaggiare nell’era del COVID-19 é ovviamente più faticoso del solito. La maschera é fastidiosa e fa prudere la barba (me la faccio sempre crescere prima delle traversate come protezione dal Sole e meduse). Una tempesta in Chicago per poco non ha causato la cancellazione del volo, che ci avrebbe costretto a rifare i test, etc.

Finalmente arrivati in Irlanda, con enorme sollievo, abbiamo ritirato la macchina e abbiamo guidato verso Nord, destinazione Donaghadee.

Il nostro Airbnb é adorabile ed estremamente vicino al porto. Abbiamo celebrato il successo del viaggio con un ottima cena al Pier 36, dove il proprietario é un Ironman e ha memoria di tutte le traversate e ci ha intrattenuti con grandi storie degli anni passati.

Donaghadee é una bellissima cittadina con un gran paesaggio e ottimo cibo
Foto di gruppo con i Dunkers!

Il giorno successivo ho finalmente nuotato con Martin e i “Chunky Dunkers” (letteralmente “I pucciatori cicciottelli”)!

I Dunkers sono i nuotatori locali, una tradizione iniziata da Martin Strain, tra le altre cose autore di un libro su Tom Blower (il primo ad attraversare il Canale del Nord) e di un libro di prossima pubblicazione su Mercedes Gleitze (famosa pioniera delle traversate, di cui il Canale del Nord fu la Nemesi!).

I Dunkers nuotano ogni giorno con l’alta marea (il porto di Donaghadee é quasi a secco con la bassa marea) e mangiano qualche prelibatezza come torte o biscotti preparati da qualcuno dei membri. Il gruppo ha una ampia varietà di livelli, con alcuni membri capaci di nuotare un miglio o due, e altri che preferiscono galleggiare e godersi l’acqua fredda.

Martin, sua moglie Kathryn, e tutti gli altri (che menzionerei per nome ma richiederebbe troppo spazio) accolgono a braccia aperte nuotatori di tutto il mondo che convergono su Donaghadee per cimentarsi con il Canal del Nord. Il loro supporto é cruciale, sia dal punto di vista mentale che da quello logistico, e gli sono estremamente grato.

Nel buio pesto della mattina, i Dunkers si trovano sulla scogliera con una forte torcia per illuminare la partenza, così che il nuotatore riesca ad arrampicarsi in sicurezza sulle rocce per tuffarsi e incominciare la traversata. Il loro tifo alla partenza riscalda il cuore, ma sto andando troppo avanti con la storia!

La mia prima nuotata con i Dunkers é andata bene, ma ho sentito un po’ freddo, e ovviamente la vocina dell’insicurezza ha iniziato a sussurrarmi nell’orecchio, ho tremato un po’ appena uscito dall’acqua (sotto gli sguardi scettici e preoccupati dei Dunkers), ma il giorno dopo ero fortunatamente di nuovo abituato.

Il meteo era perfetto tutta la settimana, quindi Jacqueline mi aveva già anticipato che avrei nuotato il Lunedì (3 giorni dopo). Kris ed io non siamo riusciti a dormire per due notti per la tensione, addormentandoci ben dopo la campana delle 2 di notte…

La Traversata

La mattina del 28 Agosto (Sabato) Kris ed io siamo andati a Bangor ad incontrare Jacqueline, che ci ha mostrato la barca, risposto alle nostre domande, e descritto dettagliatamente le eventualità della traversata, così da aiutarmi a visualizzare e pianificare gli ultimi dettagli.

Il tempo era perfetto, fin troppo caldo, ed eravamo tutti felici perché il giorno dopo prometteva condizioni simili.

Siamo passati dal supermercato locale sulla via del ritorno (sono 6 miglia da Bangor a Donaghadee) per comprare le ultime cose, galloni di acqua, cibo per la barca, e antistaminici per essere pronti al bacio inevitabile delle meduse Lion’s Mane.

Jon arriva da Copenhagen per dare una mano a Kris sulla barca. Gli sono eternamente grato per questo: oltre ad essere un ottimo membro della ciurma, ha anche portato un raggio di sole sulla barca tenendo alto il morale di tutti, incluso il mio. Mia mamma si era ammalata proprio prima della traversata e senza Jon Kris sarebbe stata sola sulla barca (ovviamente Pàdraig avrebbe aiutato, ma é importante avere facce familiari…).

Nel pomeriggio siamo andati a prendere Jon a Belfast, tornati a casa abbiamo ci siamo ingozzati di pappardelle, poi ho fatto un briefing a Kris e Jon coprendo tutti i dettagli della mia nutrizione, i piani di emergenza, e il mio equipaggiamento. Siamo andati a letto molto presto.

29 Agosto: La sveglia suona all’una e quarantacinque. Ouch. Barcollo giù dalle scale e mi ingozzo con un tramezzino di burro di arachidi e marmellata di arance. Riempio di acqua bollente le borracce e un paio di grossi termos generosamente imprestati da Martin.

Si prospettava una LUNGA giornata e servivano riserve d’acqua per essere sicuri di poter riempire le mie borracce nel case le finissi (e questo si dimostrò particolarmente importante).

Percorriamo le 6 miglia da Donaghadee a Bangor nel buio pesto per una strada strettissima e arriviamo al porto, dove un gruppo di ragazzini sta barcollando verso casa dal pub e ci guarda con confusione e curiosità.

Qui finalmente incontriamo in persona l’adorabile Cara, straordinaria giudice di gara, che non mi ha mai perso d’occhio durante la traversata e che ha deliziato la ciurma con le sue storie e la sua personalità.

La mia Ciurma: mia Moglie Kris e Jon!

In un paio di minuti la basca attracca al molo e incontriamo il leggendario Pàdraig e il resto dell’equipaggio: Bobby e il pilota Keiron.

Faccio una battuta nervosa sul vento e Pàdraig dice che le previsioni dicono che sarebbe finito presto. Ci imbarchiamo e facciamo rotta per Donaghadee.

Sulla costa vediamo 3 luci nel buio pesto del mattino: i Dunkers si svegliano ad ore assurde per fare luce ed aiutare i nuotatori a trovare un appoggio sicuro sugli scogli alla partenza!

La traversata inizia sugli scogli a Sud del porto di Donaghadee e il nuotatore si deve tuffare dalla barca e arrampicarsi sulle rocce scivolose nell’oscurità del mattino presto per poi rituffarsi. Martin e i Dunkers fanno luce dalla riva così che possiamo uscire dall’acqua in sicurezza. Ovviamente il loro tifo é ottimo per il morale!

É giunta l’ora! L’ansia monta e le ginocchia iniziano a tremare, Kris e Jon mi preparano per la traversata: prima un abbondate strato di Sea Safe per proteggermi dalle meduse, poi un altro spesso strato di Badger nel caso che il sole venisse fuori (come no…).

Per finire uno spesso strato di lanolina nelle aree che potrebbero piagarsi per l’attrito (e.g. ascelle, inguine, collo, etc.). Mi infilo nel costume il porta fortuna tramandato da South Enders e Dolphins per anni.

Non posso essere più pronto di così. Altra battuta nervosa su come non voglio rovinare la media di successi che Pàdraig ha accumulato come pilota mentre lui sta diventando sempre più impaziente per via della marea e del tempo che non aspettano nessuno. Salgo sul bordo della barca, mi do due schiaffi al sedere per buona fortuna, e mi tuffo di testa nelle acque nere come la pece.

Foto dalla partenza, scattate da Martin Strain, che si é svegliato prestissimo per supportarmi alla partenza!

Il Freddo mi da una scarica e mi toglie il respiro, ma l’abitudine torna veloce e mi sento di nuovo a casa. Nuoto fino agli scogli, mando un bacione ai Dunkers e, appena la barca mi da il segnale, mi rituffo nell’acqua molto mossa che sembra molto più calda del vento che mi sferzava. SI PARTE!

La mia preoccupazione é di andare dritto incontro ad una medusa nell’oscurità. Fortunatamente Bobby si é appollaiato sulla prua della barca e sta illuminando il mio cammino con una torcia. Grazie a questo fatto riesco a schivare un incontro che sarebbe stato molto spiacevole: due Lion’s Manes, una alla mia destra e una alla sinistra, con i tentacoli quasi intrecciati in una rete proprio di fronte a me!

Inchiodo rapidamente e giro attorno alla trappola, e così inizio la danza, mentre la barca viene scossa violentemente dalle onde io tiro dritto tagliandole, concentrandomi in mantenere la frequenza delle braccia alta, le bracciate solide, e la testa alta per avvistare e schivare le meduse.

Ora dopo ora questa é la routine, fino all’alba quando il sole non esce, ma la luce rende tutto più facile. Continuo a nutrirmi ogni mezz’ora con bevande calde lanciate con maestria da Pàdraig o Bobby.

Una bottiglia ben tirata rende molto più facile la nutrizione

Sono inconsapevole che stanno considerando di interrompere a causa delle condizioni: Kris deve fare grande opera diplomatica per persuaderli, e convincerli di un fatto risaputo a San Francisco: io AMO il mare mosso!

Vi risparmio i dettagli, ma questi sono i momenti nei quali si conquista la traversata: una bracciata dopo l’altra, bisogna continuare a spingere e a mantenersi ben nutriti, qualche comunicazione con la barca, una battuta per farli ridere, leggi un messaggio dei miei Amici da casa sulla lavagnetta, mettiti a tuo agio nella scomodità.

L’acqua non é particolarmente piacevole, ma a ~14C (~57F) non é gelida, seppure non sia proprio un bagno caldo. Il mio collo é molto teso e sfrega molto per via della posizione che devo mantenere per avvistare le meduse, le braccia fanno un po’ di male, le anche si irrigidiscono e hanno qualche crampo, ma sono si bloccano.

Niente di questo é abbastanza per fermarmi, quindi continuo a canticchiare tra me e me e a mantenere la mente il più vuota possibile.

Questo era il mio panorama durante la traversata: ne ho viste a centinaia!

Continuo a vedere le meduse nell’acqua cristallina, ma fortunatamente continuo ad evitarle. Sono veramente meravigliose e temibili con la loro criniera leonina che gli da il nome.

A due terzi della traversata (9 ore circa) arrivo al Beaufort Dyke: una fossa marina molto profonda dove hanno scaricato armi e munizioni non usate durante la seconda guerra mondiale: qui la temperatura si abbassa di almeno un grado per le due miglia di larghezza della fossa.

La rinfrescata non é molto piacevole, ma mi informa che siamo alla fine! continuo a spingere, ma la privazione del sonno inizia a farsi sentire e mi distraggo e all’undicesima ora una medusa si avvicina troppo!

Mi sfiora l’avambraccio. Brucia, ma non é un dolore forte: Sea Safe funziona alla grande! Per stare sul sicuro la ciurma mi somministra un antistaminico: capita molto spesso che i nuotatori vadano in shock!!!

Ora sono molto vicino alla Scozia! Penso di riuscire ad annusare il letame dei pascoli! L’acqua torna alla temperatura di prima e le meduse spariscono!

Jon si tuffa a scortarmi per le ultime bracciate: Finalmente tocco la scogliera Scozzese!

Fatto! 13 ore 37 minuti, il primo Italiano a completare questa traversata! (91esimo di sempre)

Mentre mi guardo attorno incredulo un signore scozzese mi fa le congratulazioni dalla scogliera e mi offre una birra, ma la ciurma mi fa fretta di tornare sulla barca dove mi lavano e sfregano con la spugna e l’acqua calda, mi vestono, e mi mettono a nanna.

Per tutto il tempo ho avuto questa canzone in testa in repeat e mi ha fatto quasi impazzire!

Postumi & Lezioni Imparate

Il viaggio di ritorno a Bangor é molto sfocato, e così sono stati giorni dal 29 Agosto!

La giornata é finita con la cena al Pier 36 a base di due Guinness e una enorme bistecca, di lì a poco i miei genitori ci hanno raggiunti e ci siamo imbarcati in un giro dell’Irlanda, ma non prima di averli portati in giro per Donaghadee, presentati ai Dunkers, e aver firmato sia il muro al Pier 36 sia la bandiera dell’Ulster (nell’accento del Nord, la “Fleg”) che i Dunkers fanno firmare a chi ha completato l’Impresa!

Dura la vita delle celebrità!

Ma, come mi Kris ha fatto notare, nessuno esce da questa traversata indenne. Un paio di giorni dopo la traversata inizio a sentire un fastidio, e oggi, quasi due mesi dopo, sto ancora prendendo antibiotici per eliminare una brutta infezione del tratto urinario contratta durante la traversata. Ne é valsa la pena, ma che male…

Nonostante le pessime condizioni la rotta era piuttosto dritta

Questa traversata significa molto per me: é uno dei canali più difficili al mondo, e non mi sembra ancora vero di avercela fatta (specialmente con condizioni così difficili!). Man mano che la data si avvicinava sentivo che non era una vittoria sicura, e si é dimostrata l’impresa più difficile. Mi ha richiesto concentrazione e impegno continui per fare contare ogni bracciata. Avrei potuto forse andare avanti ancora qualche ora, ma di certo non ho finito fresco come una rosa: il giorno dopo avevo bisogno di assistenza per mettermi o togliermi la maglia, o per alzarmi dal divano. Il Luca sedicenne che aveva la fobia delle meduse e andava in ipotermia in piscina sarebbe fiero di me.

Ho anche imparato qualche lezione, sia dall’allenamento sia dalla traversata in sé.

Dalle mie tribolazioni con le anche ho imparato l’importanza del prendersi cura del corpo, con il rullo, le palle da Lacrosse (facilissime da portare ovunque) e la fisioterapia. Albert mi ha anche insegnato l’importanza delle pillole di sale per tenere a bada i crampi e mantenere i muscoli in buono stato. Durante la traversata ho realizzato che una ogni due ore manteneva a bada i crampi, ma che devo sperimentare con una frequenza più alta per evitare i dolori (perché aspettare dopotutto?).

Ho anche riconsiderato il bere la Coca Cola le ultime due ore siccome mi ha fatto sentire il picco glicemico per poi lasciarmi indebolito.

Dettaglio divertente é che Jon e Pàdraig me la facevano scaldare, siccome volevo solo bevande calde: vi assicuro che nel momento la Coca Cola bollente era deliziosa!

A proposito ho anche deciso di mandare in pensione le bottiglie di plastica e usare solo quelle termiche, avendo capito l’importanza del controllo della temperatura.

I Twinkies (tipo plum cakes ripieni) si sono confermati come la punta di diamante della mia nutrizione solida! Sapore ottimo e molto facili da ingoiare: é difficile nuotare e masticare, ma i Twinkies sono facili da ingoiare con un sorso di bibita al cioccolata, quasi senza masticarli.

Ringraziamenti

Il Marathon Swimming sarà anche uno sport di traversate in solitaria, ma la rete di supporto necessaria é larga, qui cercherò di ringraziare gli Amici senza i quali non ce l’avrei mai fatta.

La mia Amica e compagna di allenamento Lauren Lesyna é una ispirazione costante, é indistruttibile, ma allo stesso tempo adattabile, la perfetta combinazione per il marathon swimming. Ci siamo divertiti un mondo nuotando insieme, o anche solo chiacchierando mentre si galleggia su una boa o si perde tempo entrando in acqua. Non vedo l’ora di allenarci ancora insieme nei prossimi anni!

Sylvia di Pacific Open Water Swimming Co. é un’ottima Amica e il Migliore Pilota della Baia! Nelle tante uscite con Lauren si é assicurata che fossimo pronti per questa e molte altre traversate, disegnando rotte in parti della Baia dove non avevamo mai nuotato e mantenendoci sicuri. Ci siamo divertiti un mondo e non vediamo l’ora di ricominciare!

Erin non solo mi ha reso più forte con le sue sedute di allenamento, ma mi ha anche dato ottimi consigli quando ero disperato per le mie anche. Deve sentirsi come una domatrice al circo perché ho la coordinazione di una foca…

Albert mi ha rimesso in sesto quando le anche erano distrutte. Ogni infortunio non resiste a lungo contro il suo voodoo! Non vedo l’ora di farci di nuovo due chiacchiere e spero di avere finalmente il coraggio di provare l’agopunture: ogni volta che si avvicina al cassetto degli aghi mi viene il panico!

Il pod non é completo senza Randy “The Be(a)st” Edwards che ci sopporta e ci mantiene organizzati e fa entrare in acqua in orario durante l’inverno: ci metteremmo una vita senza di te!

Ryan Utsumi é (con Steve Walker) chi mi ha ispirato a tentare questa traversata, oltre che i miei mentori e Amici.

Ariana é stata di grande supporto durante la stagione, con lunghe chiacchierate, andate e ritorno dal Golden Gate, e una difficile nuotata notturna con Andrew Packer (congratulazioni per le prime due tappe della Triple Crown!!).

Lauren Au, Zach, Maryam, Peter, Fiona sono stati grandi compagni di allenamento, e Miguel un pilota molto generoso, non vedo l’ora di nuotare di nuovo insieme e di celebrare i loro successi!

Martin, Kathryn, e i Dunkers per l’accoglienza a Donaghadee e per avermi fatto il tifo alla partenza: ha significato tanto e vi sono assai grato, mi sono divertito un mondo e sto cercando di trovare una scusa per tornare in Irlanda…

Infinity Channel Swimming & Pàdraig sanno il fatto loro e mi hanno mantenuto al sicuro e sulla rotta giusta. É un enorme sollievo potersi concentrare esclusivamente sulla nuotata e non preoccuparsi di altro. Se c’é qualcuno che vi può scortare in questo viaggio sono proprio loro!

Ringrazio anche tantissimo Corsia4 per l’ottimo Articolo.

Non riuscirei a sopportare gli allenamenti intensi p le traversate (o la vita di tutti i giorni) senza mia moglie Kris, che si prende sempre cura di me. Sono anche tremendamente grato per Jon che é volato da Copenhagen e le é stato accanto facendomi il tifo, preparando le mie bottiglie, e tenendo il morale alto per 15+ lunghe ore su una barca scossa dalle onde del freddo mare d’Irlanda, per poi tuffarsi per scortarmi a riva!

Voglio dedicare questa traversata al mio Amico e Fratello Chris Weaver scomparso prematuramente: manchi molto…

Vorrei anche dedicarla alla nostra adorata Sugar che era il nostro raggio di Sole.

Restate sintonizzati e condividete.

Ciao.

[English Version]

Appendice: Calorie

Nel caso vi stiate chiedendo quante calorie consumo durante una traversata…Durante questa ho ingerito

  • 4 Twinkies: 1,040 calorie
  • 5 Gels: 500 Calorie
  • 14 Perpetuem Feeds: 2.5 bottiglie-> 975 Calorie
  • 11 Carbo Pro Feeds: 2 bottiglie -> 600 Calorie
  • 2 Coca Cola Feeds: più o meno 100 Calorie

Assumendo che contengano

  • 390 calorie se Perpetuem
  • 300 calorie se Carbo-Pro
  • Gels: attorno alle 100 Calorie.
  • Twinkie 260 Calorie l’uno

Quindi

Totale 3,215 Calorie

Ma ho bruciato molto di più!

Questo articolo riporta questi numeri (a seconda del peso del nuotatore):

  • Una persona di 60kg che nuota a stile libero per un’ora brucia 590 calorie nuotando veloce, e 413 calorie nuotando più lentamente.
  • Una persona di 70kg che nuota a stile libero per un’ora brucia 704 calorie nuotando veloce, e 493 calorie nuotando più lentamente.
  • Una persona di 80kg che nuota a stile libero per un’ora brucia 817 calorie nuotando veloce, e 572 calorie nuotando più lentamente.
  • Una persona di 90kg che nuota a stile libero per un’ora brucia 931 calorie nuotando veloce, e 651 calorie nuotando più lentamente.
  • A 205-pound person swimming freestyle for one hour will burn calories swimming fast, and calories swimming slower.

Io sono sugli 80kg circa (più di 10kg in più di quando ho iniziato la carriera di marathon swimmer!) considerando che, anche se non nuoto ad intensità alta l’acqua fredda mi fa consumare di più di quanto consumerei in piscina, dovrei bruciare sulle 650/700 calorie all’ora, che risulterebbe in un totale di 9,500 Calorie!

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