Nasce Developers Italia, la comunità di sviluppatori dei servizi digitali pubblici italiani

Su developers.italia.it saranno disponibili codice sorgente, aree di discussione e un nuovo sistema di gestione della documentazione, come avevamo annunciato nel post sul Sistema Operativo del Paese.

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The Right Stuff – Philip Kaufman

Una mattina, nel 2019

Sara si è alzata stamattina di buon’ora, fa colazione e si prepara per andare a lavoro. È emozionata perché oggi inizia una nuova avventura: non lavorerà più per la web agency a Londra dove, come sviluppatrice, si è formata negli ultimi anni. Da oggi Sara lavorerà per “Fantasilandia Pubblica”, un’azienda di tecnologia specializzata nella realizzazione di soluzioni software per la Pubblica Amministrazione.

Sara ha deciso di tornare in Italia, affascinata dall’idea di poter contribuire a migliorare i servizi pubblici del suo Paese e dal fatto che quello che il suo lavoro sarà così importante da avere effetto su milioni di persone. Non che sia stata una scelta semplice, Sara era spaventata sia dalle voci sullo stato della tecnologia nella Pubblica Amministrazione, sia dalla lentezza della macchina burocratica. Eppure decide di provarci.

E il primo giorno la scommessa di Sara viene confermata: trova un ambiente non così diverso da quello della sua azienda londinese, con un metodo di lavoro simile, alcuni degli strumenti identici e altri nuovi, ma ben documentati. Sara si sente ottimista, sente che potrà fare bene il proprio lavoro e pensa che, con il tempo, potrà anche usare alcuni nuovi tool che potrebbero essere utili all’interno del nuovo team.


Ad oggi, per una serie di motivi, poche persone (o forse nessuna) potrebbero vivere la fortunata esperienza di Sara. Ed è per questo che lanciamo Developers Italia, il sito per gli sviluppatori di servizi pubblici digitali che mette a disposizione codice sorgente, un moderno sistema per la gestione della documentazione e strumenti di interazione per coordinare e sviluppare i progetti digitali della Pubblica Amministrazione in modo più efficace.

Dagli individualismi al gioco di squadra

Oggi chiunque voglia lavorare come sviluppatore per la Pubblica Amministrazione sarebbe costretto a confrontarsi con protocolli dei primi anni 2000, pochissime librerie open-source da integrare per le funzionalità di base, nessun ambiente di validazione per poter testare efficacemente ciò che si realizza, nessun forum, servizi di supporto raramente abituati a comunicare con gli sviluppatori.

Eppure, l’idea di poter lavorare su progetti pubblici e contribuire a semplificare la vita di milioni di cittadini italiani rimane qualcosa di affascinante e stimolante.

Non solo perché i progetti tecnologici della Pubblica Amministrazione hanno dimensioni e risorse paragonabili a quelle delle più grandi aziende moderne, ma soprattutto perché questi stessi progetti spesso influenzano, nel bene e nel male, milioni di persone. Esistono tecnici e sviluppatori software estremamente preparati e persone di straordinaria capacità, come abbiamo avuto modo di verificare in questi mesi. Ma questo non basta.

Quando uno sviluppatore vuole adottare una tecnologia si aspetta un ambiente familiare, uguale a tanti altri già visti e conosciuti con documentazione tecnica, SDK (librerie software già pronte) nei più diffusi linguaggi di programmazione, ambienti di test per fare le prove in completa autonomia, forum e mailing-list in cui chiedere aiuto e avere supporto direttamente da tecnici, ma anche processi digitali semplici e automatizzati per chiedere autorizzazioni o ottenere credenziali. Per esempio, se uno sviluppatore volesse trovare un modo per mostrare sul proprio blog gli ultimi tweet che ha scritto o integrare il login di Facebook nella propria applicazione oppure, per fare anche il caso di una startup italiana, volesse far parlare la propria applicazione con le API di Satispay, è sufficiente che vada sul sito dedicato agli sviluppatori di queste tre realtà.

La Pubblica Amministrazione non ha ancora adottato questo modello, non ha fatto tutto il possibile per semplificare l’attività di un programmatore alle prese con la tecnologia pubblica.

Mentre tutte le aziende innovative e le startup si confrontano normalmente con l’ecosistema degli sviluppatori, fino ad oggi lo Stato si è limitato a ordinare per legge. È successo con l’inserimento del login con SPID in tutti i siti: migliaia di sviluppatori di servizi pubblici si sono dovuti districare nei meandri della documentazione poco chiara, in mancanza di esempi, con call center che non sempre sanno che cosa rispondere, e con SLA (Service Level Agreement) non rispettate.

Da oggi vogliamo provare a cambiare marcia.

La prima beta on line: al via la community

Noi del Team per la Trasformazione Digitale crediamo che le iniziative tecnologiche non avranno mai successo perché imposte per legge, ma solo se utili per i cittadini, moderne, facili da integrare per gli sviluppatori.

Per questo, portando avanti una visione che Paolo Barberis, tra gli altri, ha avuto qualche anno fa , vogliamo creare un ambiente aperto, dove offrire strumenti e documentazione, ricevere commenti e contributi, interagire con gli sviluppatori del settore pubblico e del settore privato, aumentare la qualità e la semplicità.

Developers Italia, creata in collaborazione tra AgID e il Team per la Trasformazione Digitale, è la community di sviluppatori di servizi pubblici italiani, una piattaforma su cui ospitare tutti i principali progetti tecnologici del Paese, che prevede:

  • uno spazio su GitHub per ospitare il codice sorgente e librerie open-source pronte all’uso e all’integrazione;
  • un’area basata su ReadTheDocs per riscrivere documentazioni strutturate e indicizzabili, pensata e scritta per la fruizione da tecnico a tecnico;
  • una newsletter e uno spazio per le news, per essere avvertiti su ogni nuova attività e progetto;
  • un forum aperto basato su Discourse, dove poter liberamente discutere con i colleghi di tutta Italia.

Stiamo anche valutando un ambiente di sandboxing per le API, per avere una reference chiara e semplice, testare la connessione alle API direttamente dal browser, e scaricare “scheletri di client” già pronti.

developers.italia.it

Ad oggi, i progetti ospitati su Developers Italia sono:

  • ANPR – l’Anagrafe Nazionale Popolazione Residente – una sfida straordinaria per il Paese, essenziale per la nascita di tanti nuovi servizi digitali;
  • SPID, il sistema di autenticazione digitale pubblico che consente a tutti i cittadini di identificarsi in maniera certa e con una sola credenziale;
  • dati.gov.it, il catalogo nazionale dei dati aperti delle pubbliche amministrazioni italiane che aggrega in un unico portale la maggior parte dei dati aperti esposti dalle varie amministrazioni sia locali che nazionali.

E questi sono solo i primi tre progetti.

La piattaforma è un guscio da riempire e per farlo abbiamo bisogno del contributo di tutti.

Entrate in Developers Italia e aiutateci a costruire i componenti fondamentali del nuovo “sistema operativo” del Paese.

Dare oltre a chiedere: un investimento sulla community

Chiederemo molto a questa community, ma oltre a chiedere, vogliamo anche dare, o meglio investire. Siamo consapevoli che una community può funzionare bene soltanto se esiste un nocciolo duro di sviluppatori che possano fare da collante e supporto per tutti coloro che vorranno aiutare ma che hanno poco tempo da investire nel progetto. Noi stessi del Team Digitale e di AgID siamo già al lavoro per migliorare la qualità della documentazione dei progetti e partecipare all’interno del forum. Unitevi a noi: abbiamo bisogno di entusiasmo e competenze.

Avvieremo gare pubbliche per piccole commesse di sviluppo software dedicate alle aziende italiane di tecnologia, anche startup, che vogliono aiutarci.

Vogliamo, infatti, attrarre tutte quelle aziende innovative che nei prossimi due anni sosterranno la community a realizzare la nostra visione. Iscrivetevi alla nostra newsletter: a breve vi daremo tutte le informazioni.

Siamo al lavoro per migliorare la qualità del software della Pubblica Amministrazione e per supportare le migliaia di sviluppatori – molti dei quali straordinariamente bravi – che già oggi gestiscono progetti tecnici molto complessi. E poi tra pochi mesi vorremmo trovarci a raccontare alcune storie come quelle di Sara, ma che siano storie vere.