2 anni di Parma Calcio: Dal fallimento al ritorno in serie B

La storia di questi due anni vista da un Digital Marketing Manager.

Come sempre “ancora nulla è stato fatto e c’è ancora molto da lavorare” ma superate le frasi di rito sono stati due anni ricchi di cambiamenti e novità, un’esperienza unica che forse non tutte le persone che lavorano in grandi club possono aver la fortuna di vivere e che invece (come scrissi 2 anni fa) chi vive in una start-up forse può capire.

Tutto da fare, poche persone, poche risorse ma grande qualità e prima di tutto tanta voglia e passione. E così come per le start-up arriva poi il momento di crescere, i ruoli cambiano, si inseriscono nuove figure, si struttura il lavoro in modo diverso… in una parola “si Cresce”.

Questo è quello che mi auguro si possa fare da domani, per ritornare ad essere un grande club, ma oggi penso a questi due anni passati .

Sul campo: 2 anni, 2 promozioni.

Questo club e questa città merita di ritornare nel posto che gli compete e per farlo c’è ancora un altro gradino da superare, ma quello che è stato fatto, due anni due promozioni, non era di certo un risultato scontato.

L’anno della serie D, che ho raccontato il 18 aprile 2016 nel post Parma Calcio 1913: SIAMO TORNATI (tra i professionisti) è stato l’anno della rinascita. Una cavalcata vincente sull’onda dell’entusiasmo.

Una rinascita ed una promozione firmata da grandi campioni che hanno fatto (per la seconda volta) la storia del Parma ed è stato un grande piacere poter lavorare a fianco di persone come Gigi Apolloni, Lorenzo Minotti, Galassi e Mister Nevio Scala (conservo con affetto la maglia della rinascita con la firma del Presidente).

La serie C è stata invece più come una tappa di montagna per un ciclista. Fatta di alti e bassi, di momenti in cui pensi di non farcela più ed altri dove devi rincorrere chi davanti a te prova a staccare il gruppo, momenti di discesa dove riesci a recuperare metri e altri di salita dove anche se in piedi sui pedali ogni passo pesa sempre di più.

Qualche giornale potrebbe sintetizzare questa stagione con “due derby con la Reggiana vinti e promozione per il Parma” ma come sempre il racconto del viaggio è ben più complicato e avvincente. Non privo di momenti difficili, primo fra tutti il cambio di Allenatore, di Dirigenza e di conseguenza le dimissioni del Presidente.

Ma la mia ammirazione va prima di tutto alla proprietà, che come solo i grandi imprenditori sanno fare, a volte fa scelte difficili, sofferte ma consapevoli del rischio sa prendersi le sue responsabilità per raggiungere gli obiettivi.

Ho visto e vissuto in prima persona la passione e l’impegno che queste persone hanno messo, sono tutte persone che non hanno di certo bisogno di un mio commento a riguardo, ma sulla maglia ricordo io questa volta l’autografo lo chiedo a loro…

Fuori dal campo: 2 anni di “Digital Trasformation”

I risultati del campo arrivano prima di tutto, “Vincere non è importante ma è l’unica cosa che conta”, ed è vero!

Ma quello che mi appassiona è il mio lavoro e sono molto orgoglioso di quello che siamo riusciti a fare in questi due anni. La vera grande vittoria è essere riusciti a fare tutto questo senza grandi risorse a disposizione, spesso con budget Zero siamo riusciti a realizzare progetti e ad introdurre strumenti che persino il vecchio Parma, nonostante i grandi budget, non aveva. Sono orgoglioso non per i progetti in se (o meglio non solo) ma per come siamo riusciti a realizzarli, dimostrando che non ci sono alibi o scuse per non farli.

Tra questi in ordine cito:

1. La prima campagna abbonamenti

Ha poco a che fare con il “digital” anche se grazie all’introduzione della prevendita on line in soli 2 giorni è stato superato il record di abbonati in serie D chiudendo poi con 10.000 abbonati. Ma la foto della prima campagna abbonamenti (ideata praticamente in una notte) ha rappresentato a pieno quello che era il nostro spirito e la nostra identità. Un progetto discusso in un Bar, quando ancora non avevamo nemmeno gli uffici dello Stadio Tardini (oggi invece conservo con affetto questo scatto oggi nel mio ufficio a Collecchiello); era l’inizio di questo viaggio, e in 2 anni tante cose sono successe e cambiate…

2. La campagna di crowdfunding #weareparma

Una campagna internazionale, che ha coinvolto grandi campioni della storia e tutta la città di Parma. Un progetto nato da una semplice idea e che in breve tempo ha preso vita; non una semplice campagna di crowdfunding ma espressione di appartenenza e simbolo della rinascita.

E all’interno di questo progetto il reaward che ricordo con più affetto è “A Day with the Team”: dove una decina di tifosi hanno trascorso una giornata con la squadra, cambiandosi con loro negli spogliatoi, vestendosi come la squadra e partecipando gli allenamenti, poi doccia e pranzo a tavolo con calciatori e staff tecnico. Qualcosa di unico che mi auguro si possa riproporre in futuro…

3. il Museo del Parma

Forse il progetto più importante che ho seguito in questi due anni ed un grande orgoglio… Solo oggi, per la prima volta in più di 100 anni, allo stadio Tardini, trova spazio un museo permanente con la storia del club, le coppe vinte, le foto e la storia dei grandi campioni del passato ma anche tanta innovazione

  • L’app in realtà aumntata del museo che mostra contenuti virtuali ed anima le fotografie trasformandole il filmati.
  • L’esperienza virtuale con i caschi GearVR realizzati in collaborazione con samsung ed il Politecnico di Milano. Il visitatore può incontrare passeggiando per il campo i grandi campioni del passato.
  • I monitor interattivi con le schede dei grandi campioni e la storia delle maglie.

È stato un piacere vedere le persone che hanno fatto la storia del Parma venire in visita al museo. Sulle pareti i 100 anni di storia e le gigantografie dei campioni di ogni periodo, da Mora a Lucarelli, da Ancellotti a Crespo ma poi ancora Melli, Scala, Buffon… Cannavaro e Melli che alzano la coppa poi ancora i periodi di giocatori come Nakata, Adriano, Gilardino e molti altri ancora.

4. il progetto Tardini ed il primo passo con lo store permanente

Con il progetto museale ho avuto il piacere di coordinare le attività che hanno portato alla realizzazione dello store permanente. Dalla progettazione architettonica alla realizzazione dei singoli mobili su misura, dei gioiellini veri e propri.

Ma il progetto, così come il museo son solo un primo passo sulla strada di valorizzazione dello stadio Tardini all’interno della città… tutte cose “scontate” ma che fino ad oggi non esistevano (o almeno non con questa qualità)

5. l’ e-commerce del Parma Calcio

Un club come il Parma Calcio, con più di 200.000 fan e simpatizzanti nel mondo non poteva non averne uno e quindi grazie alla collaborazione con 2 partner strategici siamo riusciti a dar vita anche a questo progetto ed oggi anche i tifosi dall’Argentina o dall’Indonesia possono ricevere la loro maglia crociata. Era scontato, era banale, non si poteva non fare… ed è stato fatto!

Jersey Day

Legato alla maglia un evento importante è stato proprio il “Jersey Day” un qualcosa che mi auguro possa diventare un evento fisso. Tutto lo stadio, dalla curva alla tribuna, che vestiva la maglia ed i colori della città. Un’abitudine non così diffusa ma grazie a questo evento si è riscoperto un nuovo modo di vivere la partita e lo stadio, tutti come un unica squadra.

6. l’App ufficiale

L’ultima arrivata è l’App ufficiale, il Parma anche in serie A non ne aveva mai avuta una ed oggi invece siamo riusciti a realizzare anche questo progetto, senza incidere sui costi grazie al coinvolgimento di un partner tecnico. Uno strumento apprezzato e sfruttato dai tifosi lontani che durante le fasi finali dei Play off hanno potuto restare aggiornati sul risultato anche grazie al live match sull’app. In più molti si sono sfidati nell’are game quiz sulla storia Crociata.

Molto altro ancora…

questi sono solo alcuni dei progetti realizzati, ci sono poi altre iniziative, da quelle quotidiane alle attività temporanee senza trascurare le attività che hanno coinvolto PPC e l’azionariato diffuso che ho avuto il piacere di seguire in prima persona dalla sua nascita fino a tutto il 2016.

Un progetto nel quale ancora oggi credo molto e che credo che così come per il resto ora debba necessariamente provare a cambiare ed evolvere, per crescere ancora ed arrivare ad esprimere tutto il suo potenziale.

Un team unico!

Questo non sarebbe mai stato possibile senza le persone che hanno collaborato alla realizzazione di tutto questo e grazie a chi (a volte dandomi carta bianca) mi ha dato la possibilità di poter trasformare idee in progetti concreti (non è mai una cosa banale o scontata). Senza questa libertà probabilmente non avrei potuto fare tutto questo e di certo non avrei potuto farlo da solo, io ne ho solo preso parte.

Anche fuori dal campo è stato un lavoro di squadra, e celebro questo team! Dagli aspetti commerciali (per reperire sostenibilità grazie a sponsor o partner che hanno giocato un ruolo chiave) a quelli organizzativi e a chi ha vissuto notte e giorno con l’obiettivo di realizzare un piccolo grande progetto. Un team interno di poche persone, che si potrebbero contare sulle dita di una mano, ma che contavano come 100 + tutti i partner esterni, gli amici, i colleghi, le associazioni ed i tifosi. Grazie a loro!

oggi…

Sono contento della scelta fatta 2 anni fa, non senza importanti sacrifici, ma tutto è nato da un post che scrissi di getto (come sempre) e tornassi indietro rifarei tutto.

Domani?

Di certo oggi si compie un passo importante e si inizia a pensare non solo alla prossima stagione ma si possono gettare le basi di quello che sarà il futuro ed i prossimi anni. Quello che accade in campo continuerà ad essere “la cosa che conta”, ma per me resterà sempre non meno importante o appassionante di quello che si potrà fare anche a livello manageriale “dentro un ufficio” o più banalmente allo stadio (al di fuori del campo da gioco), in città o on line…

In generale da questo punto di vista il calcio è un settore che può crescere ancora molto, se siamo riusciti a fare tutto questo sino ad oggi senza grandi strutture e risorse solo l’immaginazione può trovare un limite a quello che si potrà fare, doveroso è continuare ad alzare l’asticella …

Gli studenti del Master Sport Management sanno bene (perché nella mia noiosa lezione :-) l’ho ripeto fino allo sfinimento) quanto ci sia da lavorare in questo processo di Digital Trasformation nello sport.

I temi sono:

  • Vivere lo stadio (24/7)
  • I social, l’interazione con i tifosi, e-commerce e nuovi servizi per il tifoso
  • Big Data e creare valore aggiunto dagli Small Data

Ma tornando al Parma di questi ultimi 2 anni in nessun modo farei cambio oggi con un Vecchio Parma semplicemente retrocesso in B 2 anni dopo. Ripartendo da Zero abbiamo costruito (e con grande fortuna ed orgoglio ne ho preso parte) un club nuovo, sano e con un nuovo spirito, mi auguro che riesca a mantenere questo spirito più a lungo possibile. Di certo il Tardini oggi è uno spettacolo nelle gradinate e sugli spalti e vi assicuro che la curva non ha mai avuto nulla da invidiare alla serie A (neanche durante le partite in serie D).

Perciò simpaticamente l’augurio che potrei fare a chi si trascina avanti su un modello forse vecchio è: “fail fast and re-start” riprendendo un celebre motto delle start-up Americane. :-)

#Change #DigitalRevolution #DigitalTrasformation