La differenza tra Token e Criptovalute

Marco Cavicchioli
Aug 1, 2018 · 4 min read

Token e criptovalute non sono propriamente la stessa cosa.

Infatti per “criptovaluta” (o “coin”) si intende una moneta elettronica basata su blockchain, o su altro registro distribuito.

Ogni criptovaluta deve avere un suo registro delle transazioni, così quindi ad esempio Bitcoin ha la sua Blockchain, Ethereum ha la sua Blockchain, IOTA ha il suo registro distribuito basato su Tangle, eccetera. Insomma, una coin un registro (solitamente con blockchain).

Una volta creato il registro delle transazioni però bisogna emettere i token, ovvero i “gettoni” che vengono effettivamente scambiati tra gli utilizzatori della criptovaluta, ed i cui scambi saranno transazioni memorizzate sul registro distribuito (ovvero sulla blockchain). Ad esempio di token BTC (ovvero Bitcoin) ne sono già stati emessi circa 17 milioni, e non ne verranno mai emessi più di 21 milioni. Inoltre i token elettronici sono frazionabili, quindi è possibile scambiare anche frazioni di token. Ad esempio un Bitcoin (ovvero 1 token BTC) può essere frazionato fino al centomilionesimo, chiamato “Satoshi”, in modo, volendo, da poterne scambiare anche cifre molto contenute.

Tuttavia quando, grazie agli smart contract di Ethereum, è stato possibile per chiunque emettere dei propri token con una cosiddetta ICO (Initial Coin Offer), è stata creata una netta distinzione tra i token che non hanno un registro proprio, ma utilizzano quello di un’altra coin, e quelli delle valute che invece hanno un proprio registro.

Pertanto i token delle criptovalute che hanno un proprio registro, come Bitcoin, vengono chiamati “coin”, mentre le monete che vengono emesse sui registri di altre criptovalute vengono perlappunto chiamati solo token.
Quindi Bitcoin è una coin, così come Ethereum, Litecoin, XRP (Ripple), IOTA, mentre quando si emette un token con una ICO, magari sulla blockchain di Ethereum, questo rimane solo un token.

Un’altra distinzione tra criptovalute è tra quelle che hanno un registro pubblico, da tutti consultabile, come perlappunto Bitcoin, Ethereum, Litecoin, ed altre che lo hanno offuscato, come ad esempio Monero o Zcash. Queste ultime di fatto rendono irrintracciabili le transazioni proprio perchè il loro registro non è completamente e pubblicamente leggibile, e vengono chiamate criptovalute “ad alto livello di privacy”. Invece le criptovalute più tradizionali, come Bitcoin, hanno un registro completamente pubblico su cui chiunque può consultare tutte le transazioni che sono state registrate nel tempo fin dalla nascita.

I token più famosi sono Binance Coin (BNB), EOS e, fino a poco tempo fa, Tron (TRX). Anche il Petro venezuelano è un token, emesso sulla blockchain di NEM.

Una volta emesso, un token può poi però essere convertito in una coin, come è accaduto da poco a Tron, che ha lanciato una propria rete (una mainnet) con un proprio registro. Quindi prima è stato emesso un token sulla blockchain di Ethereum, chiamato TRX, poi è stata lanciata la mainnet di Tron e tutti i suoi token sono stati convertiti in coin. Ora pertanto Tron è una coin, pur essendo nato come un token, e tutti i suoi token ora sono memorizzati sul registro distribuito di Tron.

La maggior parte dei token vengono emessi sulla blockchain di Ethereum, con il formato ERC20, e sebbene siano memorizzati sulla blockchain di Ethereum non hanno nulla a che fare con la coin nativa di questa rete, ovvero Ether (ETH). Infatti bisognerebbe distinguere tra la coin, Ether, e la rete Ethereum, che non sono la stessa cosa. I token ERC20 non interagiscono in alcun modo con ETH, se non nel momento della ICO in cui chi li acquista solitamente li paga proprio in ETH (a seconda di come viene realizzato e gestito lo smart contract).

Emettere un nuovo token al giorno d’oggi non è complicatissimo, perchè in teoria basta scrivere un apposito smart contract ad esempio sulla rete Ethereum. Non è un gioco da ragazzi, ma se si sa cosa si sta facendo in teoria è alla portata di chiunque. Creare una nuova coin invece è molto più complesso, perchè bisogna elaborare un nuovo protocollo, realizzare la mainnet, assicurarsi di avere sufficiente hardware per poterla far girare correttamente, e sperare che qualcuno la usi. Invece i token usano la mainnet di un’altra coin, quindi è sufficiente emetterli.

CREDITI

Articolo scritto da Marco Cavicchioli per NovaMining Italia.


Marco Cavicchioli

Written by

Docente, divulgatore, fondatore de www.ilBitcoin.news, collaboratore del Cryptonomist (www.cryptonomist.ch). www.MarcoCavicchioli.it

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