Lo stato di inutile, 2018

(La redazione di inutile al lavoro.)

L’anno scorso dicevo che il nostro 2017 è stato un anno di conferme e rilanci, strettamente collegati. Abbiamo condotto l’anno successivo continuando a rilanciare, e cercando di non fermarci mai. Cerco di farne un riassunto in questo editoriale, sperando di non dimenticarmi niente di quello che è successo.

Le cose che c’erano

Nel 2018 abbiamo pubblicato 49 racconti: e accanto alla pubblicazione settimanale c’era sempre Racconti, il nostro podcast, che di mese in mese ha aumentato il suo pubblico. La possibilità di avere il proprio pezzo letto da una voce diversa dalla propria è stata una sorpresa per molti delle nostre autrici e dei nostri autori. Le traduzioni sono state soltanto tre, e spero che questo numero cresca l’anno prossimo: ma sono state tre traduzioni fenomenali, di racconti altrettanto fenomenali. Sono stato davvero contento di averli pubblicati.
Timone ha continuato nella sua duplice funzione di spazio di novità e conoscenza del mondo delle riviste, e di spazio di approfondimento attraverso le interviste. Abbiamo intervistato indifferentemente riviste che hanno fatto la storia e altre che sono nate da poco. Il 2019 l’abbiamo iniziato alla grande con un’intervista a Verde e una alla Balena bianca.
Abbiamo coccolato i nostri soci con tre speciali: a inizio 2018 lo speciale Solleone, la raccolta del nostro progetto estivo di narrativa, arricchito da un racconto inedito della nostra Marianna Crasto; a febbraio è arrivato (finalmente) lo speciale interviste che era in produzione da anni; giusto in tempo per fine anno, poi, una raccolta di articoli personali su Raymond Carver, il tentativo di leggere un autore fondamentale attraverso il filtro della propria vita.
Effemeridi ha pubblicato, imperterrita, un numero al mese, prima di aprire il 2019 con un profondo cambiamento: ora la versione cartacea uscirà una volta all’anno, raccogliendo tutti e dodici gli articoli e le dodici illustrazioni che una volta realizzavamo mensilmente.

Le cose che non c’erano

Nel 2018 abbiamo lanciato la terza delle nostre newsletter (la seconda dedicata esclusivamente a un solo argomento): Ghinea, la newsletter sui femminismi curata dalle Gloria, Francesca e Marzia D’Amico. La spediamo l’ultimo giorno di ogni mese e ha già creato un evento a Bologna, un’edizione speciale per natale e un’intervista a The Vegan Vanguard. Iscriversi è gratuito ed è una cosa che dovrebbero fare tutti.
Da febbraio inoltre c’è una rubrica su inutile, una rubrica di poesia: #lapoesiaèmorta! Grazie alla supervisione di Filippo Balestra ogni mese leggiamo due poesie, di autori legati al meraviglioso circuito dei Poetry Slam. Il buon Balestra in più ha insistito molto perché le poesie fossero lette dai loro autori, e be’, ha fatto bene.
Abbiamo poi ricominciato ad andare in giro, farci vedere, parlare e raccontare il nostro progetto. L’anno scorso siamo stati a Milano, Alessandria, Lissone, Roma, Bologna (alla Dogana ad aprile, sulla terrazza di minimum fax a giugno, allo Strega Off a luglio, a Bologna a ottobre, di nuovo a Roma alla Tomo Libreria Cafè a novembre). Abbiamo incontrato persone nuove e avuto scambi interessanti, e diffuso il nostro lavoro. È una cosa che nel 2019 faremo ancora più spesso, e siamo ansiose di ritornare a incontrarvi di persona.

Tutto il resto

Ce ne sono di cose, eh. Ci sono dei progetti ai quali lavoriamo da anni, in silenzio, e che fosse per noi riveleremmo anche subito, ma non ha senso, finché non sono pronti. E quindi, fidatevi di noi quando diciamo che ci sono un sacco di ghiottonerie, alcune che potrebbero arrivare già quest’anno.

È iniziato il 2019

Le cose che sappiamo già di quest’anno: Ghinea e #lapoesiaèmorta festeggeranno il loro primo anno. Effemeridi cambia pelle ma non sostanza, anzi quella aumenterà. Saremo più presenti sul territorio. Ci daremo ancora più da fare.
A fare giusto due conti, nel momento in cui scrivo, nell’area riservata per i nostri soci ci sono venticinque numeri di Effemeridi, otto speciali e quindici numeri di inutile (quelli fino al 2015): una cinquantina di ghiottonerie soltanto per loro. Si aggiunga la cinquantina di racconti che pubblichiamo ogni anno, due newsletter zeppe di cose interessanti, un podcast aperto a tutti: si tenga in considerazione il fatto che aumenteranno sempre e che per leggerle basta pagare 2 euro al mese, be’, a me pare davvero incredibile.

È il nostro contributo a questo periodo, in fin dei conti. Quello che dico da un po’ penso che sia vero: ovvero che le persone che stanno facendo inutile in questi mesi formino il gruppo di lavoro migliore che abbiamo mai avuto. Siamo una decina di persone, tra inutile, No Rocket Science, Ghinea e Lavinia, che ci sta aiutando a comunicare meglio quello che facciamo. Quando dico che è il gruppo di lavoro migliore non intendo certo sminuire le persone che son venute prima, senza le quali non saremmo arrivate fino a qui.
Però trovo che adesso inutile, in tutte le sue versioni, sia una macchina perfettamente oliata, capace di rendere il meglio di sé, e anche un po’ di più. Nonostante le inevitabili differenze tra noi — e fidati: ce ne sono, e anche parecchie — riusciamo a creare qualcosa che è molto di più della somma delle nostre parti. Credo che questo si veda, dall’esterno, e sia una delle ragioni per cui chi ci incontra tende a seguirci poi a lungo.

Quello che vogliamo fare lo abbiamo detto: le rivoluzioni le lasciamo agli altri, il nostro primo scopo è conservare, mantenere, nutrire le cose che pensiamo rendano la vita un po’ più interessante, viva. Vogliamo lasciare il mondo un po’ più in forma di come lo abbiamo trovato, e in questo momento è difficile già sopravvivere, figuriamoci cercare di preservare la bellezza. Ma è una cosa che sentiamo di poter fare, e anzi: di poter fare bene. Lasciamo da parte le miopie e l’odio, quelle son cose buone per un attimo d’incazzatura. Teniamoci per mano ma allontaniamoci d’un passo, allarghiamoci: così possiamo abbracciare ancora più persone.