#1min2read — 10|02|15

incipit e sintesi della trascorsa settimana #NOECM


#1 INCIPIT

…continua
Ci scuserete se saremo un po' più sintetici sui rimanenti membri del gruppo, il cui ruolo abbiamo promesso di raccontarvi, ma sapete com’è, oltre che sintetici dobbiamo sempre essere sul pezzo, e affrontare per due volte lo stesso tema non si addice alla tradizione incipitesca della quale siamo latori.
Allora, oltre al Direttore e all’ErreU, abbiamo ErreEffe (non possiamo dire di più), l’unico uomo che non usa il computer essendo un computer lui stesso. Conoscenza enciclopedica e memoria di ferro, rendono per lui del tutto superfluo utilizzare gli strumenti che la tecnologia moderna mette a disposizione di noi comuni mortali. Il problema è riuscire a contattarlo, a volte ci si riesce… con le nuvole di fumo.
Un incipit a sé meriterebbe la Regina, anzi la “Reggina”, così chiamata per la disinvoltura e la finezza con cui produce i suoi elaborati. Quando prende la parola cala il silenzio attento di chi non vuol perdersi neanche una congiunzione e appena termina scatta l’applauso convinto dell’uditorio.
Dalla sua isola “fuorisede” si connette con regolarità il Prof. Lx, dalla personalità complessa ma dotato di un grande acume intellettuale va solo convinto che il BigBang non è avvenuto per colpa sua.
Abbiamo poi due perle, non rare ma rarissime. Lavorano in contesti difficili se non difficilissimi ma essendo perle emanano una luce accecante. Per questo, quando sono presenti, siamo obbligati ad utilizzare gli occhiali da sole.
Concludiamo con Madame R, attualmente desaparecida (si è innamorata di una ruota dentata) e del “Professore”, senza e senza ma, così definito perché come sale in cattedra lui non lo fa nessuno. In combutta con ErreEffe giocano a farci impazzire con la loro sapienza, ma l’ignoranza crassa dell’ErreU li tiene saldamente zavorrati a terra. Dell'ultimissima diremo a parte. Conoscete già le regole.
E questo è tutto.
A lunedì prossimo.
[foto di gruppo]
Speriamo che il resto sia meglio della premessa.

Avvertenze: l’incipit da leggere in (meno) di un minuto è finito qui,
se andate oltre è a vostro rischio e pericol0
Snider G. Reading Is Dangerous; 2013. link

#2 Worked Based Learning

L’esempio di questa settimana affronta un problema sicuramente abbastanza frequente nella pratica del pediatra: con quanta sicurezza possiamo parlare di iperglicemia transitoria ed escludere l’esordio di un T1D? Il nostro post è in progress. 
Potrebbe essere l’occasione per qualche intervento "esterno" utile a correggere le nostre conclusioni. Qualcuno dei lettori vuole tentare?

#3 Politiche del farmaco

Questa settimana siamo noi a scrivere una lettera aperta indirizzata a #politichedelfarmaco. Scriviamo sottolineando le ragioni che a nostro avviso fanno del sito un esperimento interessante e unico nel panorama italiano

#4 PLN e il Blog [dis]perso #NOECM

Qualche altra parola sul significato di PLN (Professional Learning Network). Ricordate i suggerimenti della settimana scorsa? Lo splendido disegno realizzato da Sylvia Duckworth e Jacques Cool? Provate a riguardarlo anche se siete convinti di aver colto ogni particolare…
(1) “Planting the seed”: cominciate a piantate i primi semi… se non ti senti pronto a partecipare attivamente, guardati intorno selezionando le persone giuste da seguire (2) “Nourishing the crop” fai in modo di nutrire la tua coltivazione… (3) “Weeding” seleziona il materiale più appropriato (4) "Harvesting the crop" raccogli il raccolto e infine (5)... (rileggere per bene)
Il semplice atto di rendere disponibile una parte del proprio lavoro all’esterno non è semplicemente un segnale di disponibilità. Scrivere e sintetizzare per sé stessi è già un buon momento di crescita, scrivere per un pubblico esterno è qualche cosa di più.

#5 Un post del Blog è stato trasformato in un contributo per Ricerca & Pratica. Di seguito l’abstract

Ancora una vicenda di “cronaca”.
Il rapporto tra “mercato dei latti adattati” e pediatri è davvero solo un fatto di cronaca?
Obiettivi. I pediatri hanno un ruolo essenziale per implementare il successo dell’allattamento al seno. Alcuni fatti di cronaca hanno recentemente acceso i riflettori sul problema, sottovalutando però la realtà storica con cui il fenomeno è stato affrontato fin qui in Italia. L’obiettivo di questo studio è quello di analizzare le criticità principali che hanno determinato gli insuccessi delle commissioni istituite dal Ministero della Salute a partire dal 2008, i determinanti che negli eventi formativi favoriscono le distorsioni di mercato, le criticità principali dei rilevamenti statistici. Suggerire infine un primo elenco di punti per un codice di autoregolamentazione.
Metodi: Sono stati analizzati tutti documenti ufficiali presenti sui siti del Ministero della Salute, delle Società Mediche italiane, dell’ISTAT relativi agli anni compresi tra il 2008 e il 2015 sul tema allattamento al seno. Le statistiche descrittive fornite dall’ISTAT sono state rielaborate seguendo il modello tradizionale dei report internazionali sull’allattamento. I dati forniti nella survey del Ministero della Salute sono stati aggregati e i tassi rielaborati in base alla standardizzazione per natalità.
Risultati. Una rielaborazione dei dati forniti nell’ultimo bollettino ISTAT disegna uno scenario irrealistico con tassi complessivi di allattamento al seno in tutte le sue forme (esclusivo, predominante, complementare) più alti, a un mese di vita e a tre mesi di vita, dei tassi neonatali. Le survey proposte dal Ministero della salute vengono regolarmente ignorate dalla maggioranza delle regioni. A differenza che in altri paesi europei, le società scientifiche pediatriche italiane sono frammentate in numerose sigle. Nel 2008 il Ministro della Salute per decreto ha istituito una commissione che avrebbe dovuto avere tra gli altri scopi quello di realizzare un codice di autoregolamentazione in grado di contrastare l’effetto negativo dell’industria sui comportamenti dei medici attraverso una regolamentazione delle attività di formazione e di ricerca finanziata dai produttori. La commissione decadde nel 2012 senza aver mai reso pubblico alcun documento. Solo nel 2014 per iniziativa di una delle società aderenti alla commissione il documento è stato reso pubblico. Sebbene contenga solo indicazioni molto generiche la nuova commissione insediata nel 2012 non si è mai occupata di diffonderlo e/o di implementarlo.
Conclusioni. I codici di autoregolamentazione sono uno strumento essenziale per implementare comportamenti eticamente ineccepibili. Per essere efficaci però debbono contenere indicazioni semplici e inequivocabili. I punti suggeriti possono rappresentare un punto di partenza per una discussione condivisa. Inoltre una tappa essenziale per monitorare risultati e criticità di processo è implementare un monitoraggio attento del fenomeno con studi rigorosamente disegnati almeno su campioni significativi della popolazione.
Il contributo verrà pubblicato sul prossimo numero di Ricerca & Pratica (181/2015)

E per questa settimana è tutto.


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