La crescita dei pagamenti digitali in Italia: tutti i numeri di pagoPA

Cresce in doppia cifra la piattaforma per i pagamenti digitali verso la Pubblica Amministrazione. Nel 2019 un vero cambio di passo: si moltiplicano i servizi che usano pagoPA e nasce una società dello Stato per lo sviluppo e la diffusione della piattaforma

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Passando da circa 900 mila transazioni l’anno nel 2016 a oltre 14 milioni di transazioni e quasi 2 miliardi di euro gestiti nel 2018, pagoPA è una delle piattaforme abilitanti in maggiore crescita in Italia, insieme all’Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente (ANPR), nonché una delle colonne portanti sulle quali si basa la trasformazione digitale del Paese.

Nell’arco di tre anni, con la spinta del Team per la Trasformazione Digitale a supporto di Agid, la piattaforma unica per i pagamenti digitali ha continuato a crescere con un ritmo esponenziale. Un trend positivo, nettamente accelerato nelle prime settimane del 2019, che già oggi produce forti benefici sia per i cittadini che per le Pubbliche Amministrazioni, legati alla semplicità e sicurezza dei pagamenti e a una migliore gestione degli incassi.

Tutti i numeri della crescita di pagoPA

I numeri raccontano chiaramente la crescita di una piattaforma che si è affermata e si sta diffondendo in maniera sempre più capillare su tutto il territorio nazionale.

Nell’ultimo trimestre del 2016 (primo anno in cui la piattaforma ha cominciato realmente a funzionare) su pagoPA passavano poco più di 137 mila transazioni verso la Pubblica Amministrazione. Un anno dopo, nell’ultimo trimestre del 2017, il valore era già aumentato di dieci volte, raggiungendo oltre 1 milione 468 mila transazioni (all’epoca vi abbiamo raccontato quei primi traguardi in questo post Medium, programmando un trend di crescita ancora più aggressivo). L’ultimo trimestre del 2018 ha registrato 4 milioni e 682 mila transazioni, ma la vera accelerazione è arrivata nel 2019: solo nei primi quaranta giorni sono già state effettuate 7 milioni e 425 mila transazioni e prevediamo di chiudere i primi due mesi dell’anno con circa 10 milioni di transazioni.

Anche guardando il valore degli importi, la crescita di pagoPA ha dimensioni esponenziali. Nell’ultimo trimestre 2016 passavano per pagoPA pagamenti per un valore di 41 milioni 541 mila euro. Alla fine del 2017 l’importo transato era di 234 milioni 379 mila euro, con un incremento di oltre il 450 per cento. L’ultimo trimestre del 2018 è stato chiuso con un valore di quasi 795 milioni 453 mila euro, con un ulteriore incremento di quasi il 250 per cento. Anche in questo caso il 2019 ha segnato un vero cambio di passo, con un miliardo e 108 milioni di euro soltanto nei primi quaranta giorni dell’anno, una vera impennata del 725 per cento.

Il grafico mostra l’aumento delle transazioni su pagoPA dal 2016 al 2018, con l’impennata nei primi mesi del 2019. Per tutti i dati aggiornati quotidianamente, è disponibile la dashboard di pagoPA sul sito del Team Digitale

I numeri mostrano come in tre anni siamo passati da una piattaforma marginale, che copriva meno dello 0,5 per cento di tutte le transazioni verso la Pubblica Amministrazione, a un player ormai indispensabile: nel 2018 sono passate su pagoPA oltre il 6 per cento delle transazioni, con milioni di cittadini che hanno usato la piattaforma; nel 2019, secondo le previsioni, passeranno su pagoPA circa il 20 per cento di tutte le transazioni verso la PA.

I motivi di una crescita a doppia cifra

La crescita decisa di pagoPA non è casuale, ma frutto di alcuni fattori determinanti, che spiegano perché la piattaforma è destinata a migliorare i suoi numeri in modo rilevante nei prossimi anni:

  • La spinta che gli ultimi governi hanno dato alla digitalizzazione del Paese, affidando a un manager come Diego Piacentini il ruolo di Commissario Straordinario per l’attuazione dell’Agenda Digitale. Una spinta che non è venuta meno allo scadere dei due anni del mandato di Piacentini, con la nomina in completa continuità di Luca Attias e il rinnovo della struttura del Team per la Trasformazione Digitale. Un atteggiamento deciso che indica un chiaro indirizzo verso la digitalizzazione del Paese.
  • La competenza dei profili tecnici che lavorano a sostegno del Governo sullo sviluppo delle piattaforme abilitanti, che si traduce anche nella maggiore capacità di raccontare alle singole Pubbliche Amministrazioni quali sono tutti i vantaggi di aderire a queste piattaforme.
  • Lo sviluppo tecnologico di pagoPA. Parliamo in particolare della realizzazione di un’esperienza utente più efficiente sia online che offline, in linea con gli standard di mercato e capace di rendere più semplice per il cittadino l’utilizzo dei sistemi di pagamento. Inoltre, la messa a punto di strumenti collaborativi a disposizione delle software house ha permesso una più agevole integrazione della piattaforma (in particolare con il codice open source e la condivisione delle tecnologie con le piattaforme Designers Italia e Developers Italia).
  • Il supporto di tutti i Prestatori di servizi di pagamento che aderiscono al nodo dei pagamenti di pagoPA.
  • L’atteggiamento convinto degli “ecosistemi centrali” della Pubblica Amministrazione, come ad esempio l’Agenzia delle Entrate Riscossione, l’INPS, l’ACI, l’INAIL, o le amministrazioni di grandi Comuni come Milano, Roma o Palermo, che hanno risposto al segnale chiaro da parte del governo portando i loro servizi più importanti su pagoPA.

2019, anno della svolta di pagoPA

Carlo D’Agnolo su Unsplash

Tutti questi punti di forza sono alla base di tante novità che stanno segnando il cambio di passo della crescita di pagoPA nel 2019:

  • Dal primo gennaio di quest’anno, più del 60 per cento dei pagamenti di bolli auto in Italia è avvenuto tramite pagoPA, rappresentando un volano straordinario per questa piattaforma. Nel 2020 puntiamo a raggiungere la totalità dei bolli auto, producendo un’ulteriore impennata nel numero delle transazioni.
  • Sono sempre più i Comuni che scelgono pagoPA per gestire in modo efficace il pagamento delle multe stradali. Tra marzo e maggio il Comune di Roma e il Comune di Milano inizieranno a utilizzare la piattaforma per far pagare le multe (per entrambi si tratta di circa 5 milioni di provvedimenti l’anno). Gestire le multe su pagoPA significa permettere ai Comuni un forte risparmio e un migliore controllo delle entrate, e garantire finalmente ai cittadini la certezza dei propri pagamenti, mettendo fine una volta per tutte all’epoca delle cosiddette “cartelle pazze” e degli avvisi di pagamento sbagliati.
  • Da giugno 2019 tutti gli avvisi dell’Agenzia delle Entrate Riscossione transiteranno su pagoPA. Già da oggi i cittadini hanno la possibilità di pagare le cartelle tramite pagoPA presso il sito dell’Agenzia.
  • Proprio in questi giorni anche il circuito Bancomat, attraverso la app Bancomat Pay (iOS e Android), è stato aggiunto tra gli strumenti di pagamento messi a disposizione da pagoPA.
  • Il Decreto Legge “Semplificazioni” (numero 135 del 14 dicembre del 2018) prevede che tutti i Prestatori di servizio di pagamento (Psp) che incassano per la Pubblica Amministrazione devono aderire a pagoPA entro il 31 dicembre del 2019.

A queste novità si affianca l’effetto sempre maggiore della crescita fisiologica della piattaforma: gran parte degli enti locali e centrali che hanno provato negli ultimi anni i vantaggi di pagoPA per gestire il pagamento di un singolo servizio, ne stanno progressivamente estendendo l’utilizzo anche ad altri. Un processo virtuoso, che sta favorendo in modo spontaneo la progressiva digitalizzazione sia dei pagamenti che dei servizi.

Pagamenti sempre più digitali

La crescita di pagoPA è già oggi un importante motore verso la digitalizzazione dei pagamenti in Italia. Nel 2018 circa il 36 per cento dei pagamenti fatti con pagoPA è stato effettuato con carta di credito o debito (per un valore di oltre 670 milioni di euro). Un dato superiore alla media nazionale, dove le carte di pagamento sono usate per poco più del 20 per cento dei casi.

Questo dimostra che quando le persone sono messe in condizione di pagare online, in modo semplice e intuitivo, preferiscono i pagamenti digitali al contante. Un dato di fatto che deve spingere le Pubbliche Amministrazioni a offrire sempre più servizi online.

Effettuare pagamenti digitali diventa semplice grazie all’interfaccia per smartphone di pagoPA

Un nuovo passo in avanti

I pagamenti digitali, lo abbiamo detto, sono una delle colonne portanti del processo di digitalizzazione in Italia. Fin qui, come Team Digitale, abbiamo mantenuto l’impegno che abbiamo preso all’inizio del nostro mandato per dare nuovo impulso a questa piattaforma.

Ma c’è ancora molta strada da fare. Ancora oggi, ad esempio, la transazione media su pagoPA è di circa 190 euro: i dati mostrano che la piattaforma non intercetta né i micropagamenti (come il trasporto pubblico, la sosta o la ZTL), né i macropagamenti (come la TARI di capannoni industriali, o le tasse di concessione governativa). Al tempo stesso, sulla piattaforma ci sono margini di miglioramento per l’esperienza utente, mentre l’esperienza mobile, nonostante il rilascio di un SDK dedicato, è ancora utilizzata troppo poco.

A fronte della rapida crescita di pagoPA, documentata da numeri incontrovertibili, e delle sfide rimaste da affrontare, l’attuale Governo ha deciso di potenziare il suo indirizzo, facendo un ulteriore passo in avanti. Il 12 febbraio è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale la conversione in legge del Decreto Legge “Semplificazioni” (numero 135 del 14 dicembre del 2018). L’articolo 8 della norma riconosce l’importanza strategica di pagoPA come asset fondamentale per la digitalizzazione del Paese, in quanto:

  • nella prima parte (comma 1) pone pagoPA sotto il controllo diretto della Presidenza del Consiglio dei Ministri, che si avvale del Commissario Straordinario per l’attuazione dell’Agenda Digitale (se nominato);
  • nella seconda parte (comma 2), per rendere capillare la diffusione di pagoPA, crea una società dello Stato, incaricata di gestire l’ulteriore sviluppo della piattaforma e la sua industrializzazione.

Si tratta di un vero e proprio cambio di visione, dove i pagamenti digitali non sono più considerati come un problema da gestire o un costo da sostenere, ma come un’opportunità per l’intero settore pubblico. In questa stessa ottica la norma conferisce alla nascente società di scopo anche la gestione e lo sviluppo del progetto IO, per la creazione di un’app dei servizi pubblici (qui trovi l’ultimo post che abbiamo pubblicato su questo progetto).

Due progetti, IO e pagoPA, che sono le due facce d’una stessa medaglia: un sistema di pagamenti digitali permette lo sviluppo e la diffusione di servizi digitali, ma solo il ripensamento dei servizi in ottica digitale e mobile permetterà di raggiungere la definitiva diffusione dei pagamenti elettronici verso la Pubblica Amministrazione.