La spazzatura che circonda il nostro lavoro

Originally published at plus.google.com. Salvo Fedele — 5/8/2011


Le cose cambiano? 
Le cose non cambiano ancora: quest post (e la presentazione Prezi associata) è stato scritto ormai più di tre anni fa.
In queste settimane un nuovo paziente, un altro bambino ha fatto esattamente lo stesso percorso.
Il disinteresse per questo appello è rimasto immutato. 
Lo ripubblico oggi 30 novembre 2014 con immutata “speranza di ascolto”.
Le cose cambiano lentamente?
Prima o poi cambiano, ne sono certo…

Tante volte mi sono detto in questi anni (senza mai confessarlo prima) che costruire una esperienza di formazione sul campo nell’Italia di oggi è come procedere alla costruzione di una barca a vela per partecipare alle regate della coppa America mentre a Napoli la spazzatura inonda le strade.

Certo è stata dura vedere soltanto ieri concludere l’iter diagnostico che abbiamo fatto per “X” in un reparto di Neurochirurgia orientato alle cure dell’adulto: in una stanza in cui il bambino è ospitato in un letto immenso, sproporzionatamente grande per il suo piccolo corpo, con personale che per quanto straordinariamente gentile non ha alcuna competenza per fare le cose essenziali che devono essere fatte su un bimbo prima di un intervento di neurochirurgia: un ECG, un prelievo… etc.

Forse prima o poi si capirà anche in Italia che un bambino deve essere ospitato in strutture per bambini.

Forse il senso e l’utilità delle cose che facciamo non sempre è immediatamente percepibile a chi ci circonda. Noi stessi dobbiamo avere dei legittimi dubbi mentre guardiamo quel che ci circonda. Forse quello che in un dato contesto storico può sembrare assolutamente anacronistico (troppo indietro o troppo avanti non importa) può rilevarsi utile solo a qualche settimana di distanza. La mia personale opinione resta immutata: su alcune sperimentazioni vale la pena scommettere, i cambiamenti nel nostro paese sono discontinui, a volte improvvisi.

Forse tra qualche settimana un politico, per quanto poco illuminato, riuscirà a capire che finché in una città la struttura di neurochirurgia in grado di seguire dei bambini è in un ospedale cittadino, solo in quell’ospedale…
…allora la struttura pediatrica di quell’ospedale non può essere smantellata, ancor di più se quella struttura ha mantenuto e sviluppato competenze di trattamento intensivo non altrimenti disponibili.

So bene che questo non avverrà tra qualche settimana. Ma per vivere bisogna almeno sperare, forse a volte sognare… almeno le cose normali.


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